Il marketing del quotidiano sportivo: il caso Gazzetta dello Sport

Anche nell’editoria le regole del gioco sono cambiate, soprattutto per effetto di internet, oltre che di un crescente affollamento concorrenziale, che non risparmia nemmeno questo settore.

Vi sarete accorti che la Gazzetta dello Sport ha cambiato pelle, riproponendosi con un format più ridotto e compatto.

Inevitabile: questa marca (è a tutti gli effetti un brand) è una “marca mito” per moltissimi italiani, ma il prodotto andava svecchiato e rilanciato.

E’ vero che, tendenzialmente, chi compra “la Rosa” non compra altri quotidiani sportivi (anche se c’è chi preferisce variare, così come vi sono coloro che non si fanno mancare niente e comprano più quotidiani ), quindi c’è un’elevata fedeltà, però il punto è che oggi le possibilità di informarsi sul proprio sport preferito (soprattutto il calcio) sono molteplici: come detto, c’è l’effetto dirompente del web (fra blog, forum, siti degli stessi giornali, siti della squadra del cuore) e anche in Tv se ne parla molto più che in passato. Sotto questo profilo, non bisogna trascurare che quelli che hanno l’abbonamento a Sky o Mediaset Premium e seguono la squadra del cuore quasi “minuto per minuto”.

Cosa fare in questi casi?

  • rivedere il format del “carteceo”, rendendolo magari più fruibile (più facile da sfogliare, da tenere in tasca) e/o appealing, ma soprattutto rendendolo complementare/sinergico in termini di contenuti con il proprio “spazio web”;
  • gestire con grande attenzione il sito internet (ed un eventuale blog e/o forum), facendo in modo che diventi, per il cliente, uno spazio per dialogare con il giornale e con gli altri appassionati di sport e per ottenere notizie fresche (magari delle semplici anticipazioni), in tempo reale;
  • ricreare un “mondo” per i propri lettori (anche grazie al web). Da qui, ad esempio, iniziative di co-marketing con prodotti e brand “in target” (ottima modalità anche per raccimolare un bel po’ di soldini) ed iniziative capaci da un lato di intrattenere e dall’altro di rafforzare il legame con la clientele e fra la clientela. E qui ritorniamo al marketing esperienziale, al marketing relazionale e d al marketing tribale (tutto torna).Del resto, lo sport è un “universo” a forte (ed intrinseco) contenuto emozionale ed i vari attori che a vario titolo operano al suo interno (vi ricordate?) non possono trascurare questo aspetto quando decidono come approcciare il mercato.

    Fulvio x Experyentya