Posizionamento “sul Covid”. Una ghiotta opportunità.

Posizionamento sul Covid? Ma sul serio? Eh già…

Il Covid è una carogna, ma per molti brand ha “aperto un mondo” e fatto decollare il business.

Ma bisogna saperci fare, per scovare il varco giusto e per presidiarlo, prima e meglio degli altri.

La parola-chiave diventa quindi “posizionamento”. Un posizionamento chiaro, forte, credibile, capace di far leva su ansie e paure che il virus ha scatenato in ognuno di noi.

Qualche esempio lampante di posizionamento sul Covid?

Non c’é dubbio che Angelini (il colosso farmaceutico) ci sappia fare con il marketing.

Da Moment (che ha “rivoluzionato” il marketing dell’analgesico) a Amuchina, passando per molti altri, non sbaglia un colpo.
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Amuchina, nello specifico, era già un brand molto forte.

Durante la pandemia, però, ha visto crescere – e di molto – il suo giro d’affari (per ovvi motivi) e la sua autorevolezza.

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Grande merito va alle campagne di marketing realizzate, che non hanno mai smesso di ricordarci che:

Amuchina è un’altra cosa
“Non tutti i prodotti sono uguali”
Dinsifettante e igienizzante sono due cose molto diverse”

E ora Amuchina continua a battere il ferro, che, con Omicron 5, sembra caldissimo:

284714489_10158806808662031_171090380815004073_n (1)1. il brand ci ricorda che è bene “non abbassare la guardia” e che, oramai, disinfettarsi sempre e “bene” le mani deve rientrare fra le nostra buone abitudini quotidiane;

2. e che è in grado di eliminare “fino al 99,9% di VIRUS (bene in evidenza) e batteri“;

3. inoltre, ci fa presente che se vogliamo davvero fare le cose per bene, oltre a disinfettarci le mani dobbiamo anche disinfettare oggetti e superfici che tocchiamo, SEMPRE.

E per aiutarci a farlo, ecco il nuovo Amuchina Spray.

imagesPercorso netto, si potrebbe dire.

Sulla falsariga di Amuchina, anche Isomar Spray si inserisce nello stesso filone.

Si posiziona sul Covid senza dichiararlo.

Lo fa fra le righe, ma il messaggio arriva forte e chiaro, giocando sagacemente con la psiche del consumatore.

Come?

Con uno spot che vuole parlare in modo semplicissimo, senza fronzoli, per aprire uno scenario al consumatore, “creando la domanda”.

Tecnicamente, Isomar fa emergere un bisogno latente, in una fase in cui l’attenzione sulla “prevenzione da virus e batteri” è inevitabilmente molto alta.
 
L’obiettivo di fondo è “far ragionare il consumatore in modo diverso”.
Sì, perchè lo “spray che ti pulisce e ti libera il naso” è convenzionalmente associato al naso tappato dei bambini.
 
Isomar, invece, sa che “l’occasione è ghiotta”.
In una fase come questa, rimanere confinati nella categoria dei prodotti per l’infanzia sarebbe unincredibile occasione persa.
 
Così, prendi due giovani donne, in un contesto familiare, quotidiano, che ci si immagina “spontaneo”, autentico e, poi, lascia spazio alle “parole giuste”:

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1. introduci il concetto di “lavare il naso” (del tutto nuovo per il consumatore) e di farlo come “pratica quotidiana” (una routine, “che fa bene”);

22. spiega il concetto (“naso come filtro”) e rafforzalo, con un parallelismo, chiaro a tutti (“lavarsi i denti”);

33. metti la classica “pulce nell’orecchio”. Della serie “non ti sto parlando di Covid, ma ci siamo capiti, no?!”

44. rassicura, perché cosa c’é di più naturale dell’acqua di mare per pulire e proteggere il naso? Della serie: non preoccuparti, già hai l’ansia da ciclo di vaccini, lo so! Ti offro una soluzione naturale io!”

Per gli appassionati del neuromarketing, ce n’è di materiale qui!

Ecco spiegata la “magia del marketing”. Se conosci il mercato, lo conquisti meglio, no?