Dalla colazione all’aperitivo: è il momento dei locali “ibridi”

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Nel mondo dei locali sta cambiando molto e questo è riconducibile alle nostre abitudini (che cambiano), all’affollamento concorrenziale (ci sono moltissime alternative per passare un po’ di tempo libero con gli amici all’insegna del divertimento e dello svago), alla “risorsa tempo” (che diventa un”asset” che ciascuno di noi cerca di  valorizzare al meglio, in quanto sempre più scarso e  “problematico”).

Mi riferisco non tanto alle discoteche, ma a quelli che “freddamente” e genericamente vengono inquadrati come “locali per la somministrazione di alimenti e bevande” e che ricomprendono i wine bar, le enoteche, i dinner club, i lounge bar e così via.

Quel genere lì, insomma, dove in molti casi si assiste ad una certa “banalizzazione” della formula, a partire da arredi e menù. Ma su questo incidono gli architetti (o interior designer) e le riviste di settore, che propongono le tendenze più “cool”.

Ultimamente ho però notato che vi sono locali che sanno distinguersi dalla massa e riescono ad emanciparsi dalle tendenze standardizzanti e, al contempo, riescono a far fronte ad un problema molto sentito da queste imprese: i “vuoti di pubblico” durante alcune fasce orarie della giornata e/o durante taluni giorni della settimana.

Ho notato che i locali che oggi vanno per la maggiore sono quelli che hanno un’offerta ampia, flessibile, modulare e che risultano, quindi, degli “ibridi“:

  • al mattino servono la colazione: qui bisogna puntare sul particolare, se ci vuole realmente distinguere. Quindi: paste buone, con diverse varianti e con qualche “chicca”; cappuccini preparati con attenzione al dettaglio (le tazze, le decorazioni, le varianti di cacao spolverato, ecc) e così via;
  • a pranzo pasti veloci (prevalentemente freddi), un po’ con self-service, un po’ con servizio, magari con piatti leggeri (ma anche saporiti), genuini (tipici, biologici, ecc), stuzzicanti per l’occhio, oltre che per il palato;
  • nel tardo pomeriggio si comincia con l’aperitivo, dove bisogna evitare il pre-confezionato, offrire drink gustosi, spiritosi (o un bel calice di rosso o di prosecco), accompagnati da lauti stuzzichini, che vanno a sostituire la cena (qui bisogna dare un po’ di tutto, stupire i clienti e viziarne i sensi);
  • dopo l’aperitivo, qualcuno punta sulla cena (più o meno convenzionale o particolare), ma soprattutto sul dopo-cena, con drink a più non posso e molta musica, calibrata sul target, per ballare fino a tarda notte, possibilmente sui tavoli.

    Ecco, non tutti i locali vincenti sono così, ma questa è una tipologia interessante, in crescita, dove i punti forti sono sicuramente la capacità di saturare vari momenti della giornata e vari “momenti di vita” dei clienti e di rilanciare continuamente la propria “vitalità“.

    Da questo punto di vista, molto fanno i clienti, che, aggregandosi attorno a posti che diventano dei “must”, co-producono inconsapevolmente con i propri amici e gli altri frequentatori del locale un “mondo esperienziale” che lo qualifica e lo distingue in modo vincente dagli altri.

    Voi ne conoscete di locali così?

    Fulvio x Experyentya