Foody: un’altra stuzzicante idea, fatta di condivisione e di autenticità!

Ogni tanto, come sapete, ci piace raccontare storie d’impresa e soprattutto sogni, che pian piano si accingono a diventare realtà.

Questa volta parliamo di Foody, una start up della galassia H-Farm in cui al momento lavora Ilaria, già amica di Experyentya.

Se vi va di scoprire cosa fa Foody, di seguito l’intervista a Elena Bisio, CEO and Co-Founder (ebisio.eb@gmail.com).

1. Cara Elena, innanzitutto ci spieghi in poche parole che cosa proponete al mercato e come funziona il sito?

Foody è la piattaforma che fa vivere ai viaggiatori l’esperienza di gustare e scoprire i piatti delle tradizioni culinarie locali a casa di chi locale lo è davvero. La giusta soluzione per tutti i Viaggiatori che vogliono vivere esperienze culinarie 100% locali ovunque decidano di andare in vacanza. La nostra piattaforma verrà lanciata sul mercato a giugno e darà la possibilità a chi viaggia di poter trovare nella città di destinazione i cuochi local della nostra community, selezionare l’esperienza culinaria, prenotare e pagare direttamente online; il tutto in modo molto semplice e veloce.

2. Quando e com’è nata l’idea? A cosa vi siete ispirati?

L’idea nasce a marzo 2015 mentre io e il mio socio Michele Arelo eravamo a Milano, città in cui ci siamo conosciuti e dove vivevamo per i nostri rispettivi lavori. Quando ci siamo conosciuti, Michele lavorava come Web Designer per una startup sempre del settore Food, mentre Io lavoravo e stavo frequentando un corso di imprenditoria giovanile. Spinti dal nostro amore comune per i viaggi, la cucina ma soprattutto per il nostro Paese, una sera, davanti ad un piatto di pasta e a un buon bicchiere di vino, nasce Foody, quasi per gioco; un gioco che dopo qualche mese si è trasformato in realtà.

3. Il vostro business intreccia due temi e due tendenze di grande interesse, ovvero sharing economy ed economia delle esperienze. Che cosa ha di particolare la vostra formula rispetto alle tante alternative che oggi si possono facilmente scovare navigando un po’ per il web?

Sicuramente non siamo i primi a cercare di portare le persone a mangiare a casa di altre persone, o i primi a proporre esperienze di viaggio con le persone del posto. Ma Foody si differenzia perché parla ad un target specifico, i viaggiatori, ovvero lo stesso italiano che gira il suo Paese, oppure gli stranieri che vengono in italia. A loro Foody propone esperienze culinarie autentiche grazie ai cuochi della nostra community.

I nostri cuochi local sono persone che, come noi, condividono la passione per la cucina e per le tradizioni locali; cuochi per passione o professione, persone competenti e preparate che vogliono mettersi in gioco insieme a noi e aprire le porte di casa propria.

4. Qual è, da un lato, l’ostacolo più grosso che riscontrate in queste prime fasi di start-up e, dall’altro, la sfida o la potenzialità che vi stimola, intriga di più?

La cosa più difficile quando fai startup, in particolare nella sua fase iniziale, ma ritengo in generale, quando decidi di mettere in piedi un business con altre persone, è la costruzione di un team, il sapersi rapportare con lo stesso, gestirlo e soprattutto tenerlo unito e motivarlo, sempre! E’ la sfida più grande, ma anche la cosa più importante e stimolante, perché senza team, senza persone di valore, persone che condividano con te una visione, non si va da nessuna parte, anche con l’idea più brillante e scalabile, ed io mi ritengo molto fortunata ad avere Michele e Ilaria. Le potenzialità del nostro business sono infinite e ciò viene confermato ogni volta che parliamo direttamente con le persone, sia cuochi ma soprattutto travellers.

5. Come vedete il vostro business fra 5 anni?

Partiamo con un modello di esperienza culinaria, ovvero: mangio a casa delle persone del posto. Questo ci serve per poter raggiungere i nostri early adopters e creare la nostra community, ma se di esperienze enogastronomiche si parla, allora ci sono infinite esperienze che da questo punto di vista i nostri “local” possono offrire e far vivere ai viaggiatori. Su questo puntiamo per la nostra crescita futura. Partiamo dal mercato italiano, ma l’obiettivo è di replicare il nostro modello di business anche all’estero, per diventare, così, il punto di riferimento per tutti i viaggiatori che vogliano vivere esperienze culinarie 100% locali. Questo è il nostro sogno!

6. Infine, rivolgiamo un invito a chi ci sta leggendo. Perché, in due parole, dovrebbero provarvi?

Perché per scoprire la vera anima di un luogo, non c’è nulla di meglio che sedersi alla tavola di chi locale lo è davvero!

Beh, non c’é dubbio, la cucina è l’emblema della postmodernità, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, e questo significa, in buona misura, ricerca di relazioni e di autenticità.

Un grande in bocca al lupo, ragazzi!

Fulvio x Experyentya

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