Il Viaggio come sperimentazione

 

Avevamo già parlato del comportamento turistico del consumatore postmoderno.

Approfondiamo l’argomento parlando di “turismo sperimentale“, riprendendo alcune riflessioni dell’amico Francesco Morace.

Già, perchè per molti il Turismo è sempre più spazio di espressione e, in quanto tale, anche di sperimentazione

Il viaggio diventa quindi un “viaggio di scoperta” e uno stimolo a conoscere, a scoprire, a svelare.

Emerge così la necessità di “andare in profondità“, di “riscoprire la sorgente del nostro esistere nel mondo”.

Così, non ci si accontenta più delle tante offerte “a catalogo” presenti sul mercato e – di solito – standardizzate e omologanti.

Il viaggio viene quindi concepito come occasione per avvicinarsi a culture diverse, possibilmente non in modo “mediato”.

Qualche operatore del sistema turistico l’ha capita e offre “piattaforme flessibili multiopzione“, che, appunto, moltiplicano le possibilità di sperimentazione, lasciando libertà al viaggiatore.

Your Tour“, ad esempio, è un progetto nato il Belgio dalla collaborazione tra una equipe di professionisti e il Politecnico di Mons, che permette di pianificare direttamente un viaggio personalizzato attraverso l’uso di un algoritmo matematico capace di generare una molteplicità di opzioni.

Wholetravel“, invece, è un portale di viaggi “eco-sostenibili”.

Ma di progetti come questi presumibilmente ve ne saranno sempre di più e chi lo sa che, ad esempio, i “viaggi equi e solidali” non possano diventare un nuovo importante fenomeno.

Fulvio for Experyentya