Passione, autenticità e… buon senso

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Vi racconto un’altra storia interessante, questa volta presa da millionaire. Si tratta dell’osteria senza oste

Non ha un’insegna e la porta di quest’osteria situata in un casolare isolato sul colle del Cartizze, a Valdobbiadene (Tv), è praticamente sempre aperta. Ma non ha nemmeno camerieri, registratori di cassa… solo un tavolozzo imbandito con prosecco, salumi, dolci, formaggi e, accanto, una cassetta dove lasciare denaro dopo la consumazione. Gli importi sono indicati su un foglio. Che dire, molto “autentico“, come evidenzierebbero i sostenitori del marketing mediterraneo (1).

L’idea è venuta ai fratelli De stefani, produttori di salumi ed è venuta per caso, come felice intuizione. Ritorniamo, così, al nostro “marketing all’italiana“…

Quali sono i risultati?

Molta curiosità, circa 100 visite al giorno in questo “place genuinamente esperienziale“, con incassi che consentono di coprire interamente i costi della struttura.

Ragioniamo su questo: non si tratta di un punto vendita (nella mission), anche se potrebbe diventarlo, bensì di uno “show room” fatto di autenticità e di esperienzialità, che i visitatori (molti turisti) plasmano in modo libero.

D’altra parte, se è vero che il prodotto tipico, genuino, artigianale deve molto del suo valore al territorio in cui viene prodotto/offerto, questo valore va fatto percepire attivamente al consumatore, facendogli sperimentare delle occasioni piacevoli di vissuto personale collegate per l’appunto al territorio, alla sua storia, alla sua scenografia.

Fulvio for Experyentya

(1) Carù A., Cova B., Marketing mediterraneo. Fra metafora e territorio, Egea, Milano, 2006.