Quando arte e cultura sposano il fitness

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Mentre negli Usa va di gran moda il ovvero la visita di una città abbinata al jogging leggero in Italia si apprezza sempre più lo urban trekking, ovvero la scoperta di città al ritmo di una
camminata veloce
.
E’ un modo piacevole per i turisti di visitare centri storici, monumenti e bellezze artistiche come se fossero palestre a cielo aperto e di scoprire i luoghi più segreti delle cittàtonificando, così, anche il fisico.

Ma è anche un modo altrettanto interessante per i residenti di riscoprire vie e piazze, che, ormai per abitudine, “non vedono più”.

La formula vincente, che unisce sport e relax e conoscenza della storia, è adatta per tutti i target, dalle famiglie ai giovani, dagli anziani agli sportivi, poiché sono previsti percorsi di diversa difficoltà.

Per chi vuole seguire una visita guidata, oggi esiste lo urban trekking, organizzato in ben 35 città. La prima di esse a lanciare l’iniziativa è stata Siena, che ha creduto in questa forma di viaggio sostenibile in cui gli spostamenti avvengono senza mezzi a motore e si privilegiano i tragitti meno conosciuti decongestionando le zone monumentali normalmente assediate dai turisti.

Più in generale, quest’esperienza conferma che esiste un pubblico nuovo e dalle dimensioni notevoli in grado di accogliere con entusiasmo proposte culturali suggestive.

Esempi di offerte culturali innovative apprezzate dal consumatore contemporaneo sono la realizzazione delle opere pucciniane allo Stadio Olimpico a Roma o delle opere mozartiane a Piazza del Popolo, la vendita dei romanzi o dei film in edicola insieme ai quotidiani e la diffusione di manifestazioni dedicate alla letteratura e alla poesia.

Tali esperienze di successo inducono a riflettere sulla necessità di affrontare un problema centrale e di non facile soluzione, ovvero la possibile obsolescenza dei tradizionali canali di diffusione della cultura in un contesto socio-economico in cui la valenza simbolica del luogo della cultura è spesso associata alla sua ridotta funzionalità o capacità comunicativa.

In tal senso, si consideri che i musei italiani di norma non sono stati concepiti con finalità espositive e molti teatri storici italiani non garantiscono una visione sufficiente da tutti gli ordini di posti.

Emanuela Conti for Experyentya