E dopo i “pop-up”, ecco gli store “Grande Fratello”…

Sulla distribuzione c’è davvero molto da dire, perchè sta diventando un fronte sempre più “caldo” nella creazione del valore per i consumatori finali, al punto che i produttori di beni in alcuni casi decidono di gestire direttamente la rete distributiva (con negozi monomarca), mentre in altri essi cercano partnership di vario tipo con i retailer. Vi sono poi aziende che perseguono entrambe le strade, ad esempio Geox.

I motivi di interesse della distribuzione sono molteplici. Ne cito qualcuno:

è nei punti vendita che “si decidono i giochi”, perchè alla fine è lì che il consumatore opta per un prodotto piuttosto che per un altro;

i punti vendita diventano “palcoscenici” determinanti per far vivere ai clienti esperienze positive, stimolanti, appaganti, non necessariamente e non solo per vendere;

i punti vendita diventano un “laboratorio” di analisi privilegiato per comprendere e decodificare “da vicino” aspettative e comportamenti dei consumatori;

– in virtù di quanto visto sopra, i punti vendita tendono anche a diventare dei “salottini” dove intrattenere il consumatore, o dove, semplicemente, il consumatore ha la possibilità di rilassarsi e di “immergersi” al meglio nell’atmosfera dello store, che deve essere coerente con lo stile dell’insegna.

In particolare, si parla di “negozi antenna” (negli Usa “Big Brother Shop“) per sottolineare il ruolo e la valenza degli store come “sensori di mercato“.

In questi store nessun dettaglio viene lasciato al caso.

Zara fa scuola da questo punto di vista: scontrini, osservazioni delle commesse, chiacchierate con la clientela, questionari (o alternative meno “pesanti” e strutturate), … L’ “impresa intelligente” non smette mai di imparare ed i punti vendita diventano serbatoi di grande importanza per alimentare la propria conoscenza sul consumatore e per stringere con la clientela rapporti più “caldi” ed empatici.

Fulvio for Experyentya