Il progetto Experyentya: le difficoltà del marketing applicato

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Experyentya è il nostro primo banco di prova per tradurre concetti ed idee in un progetto di marketing: il nostro progetto di marketing.
Experyentya nasce dalla nostra esigenza di giovani ricercatori di sviluppare contatti sistemici, ravvicinati, profondi con il mondo delle imprese.

Analizzando il mercato, ci siamo resi conto che oggi in Italia esistono sostanzialmente due tipologie di consulenti di marketing: da un lato troviamo una miriade di agenzie specializzate su specifiche attività, prevalentemente di tipo comunicazionale (soprattutto via web); dall’altro lato vi sono grandi società di consulenza, che adottano stili e modelli tipicamente di matrice americana.

Negli ultimi tempi, poi, si sta facendo strada un nuovo stile di consulenza, che integra aspetti strategici ed operativi di marketing puntando tutto sull’autenticità, l’esperienzialità ed il non-convenzionale (es: www.ninjamarketing.it).

In generale, da un’analisi sommaria del mercato si può cogliere l’aumento della domanda potenziale “di marketing”, un trend, questo, che deriva dal bisogno delle imprese, in molti settori, di arricchire, razionalizzare e rendere più “proattivo” il loro approccio al mercato.

È bene anche evidenziare la crescente importanza assunta dal marketing negli ultimi anni in ambiti sempre più ampi e disparati, come la gestione dei territori, il no-profit, la politica, le Università, gli studi professionali.

Per quanto riguarda Experyentya, il suo target ideale comprende tutti coloro che vogliono “ragionare sul marketing”.
Proprio in merito a questo è illuminante il pensiero di Dennet*, che distingue tre soggetti:
– gli Skinneriani: soggetti che imparano dall’esperienza e dagli errori;
– i Popperiani: soggetti che si interrogano su cosa dovrebbero pensare, ancor prima che su cosa dovrebbero fare;
– i Gregoriani: soggetti che si chiedono come riflettere meglio su ciò a cui dovrebbero pensare.

L’obiettivo di Experyentya diventa, così, non solo quello di fornire idee di marketing concrete, ma anche di trasferire un “modus”, per operare stabilmente in chiave proattiva. Proprio per questo motivo la logica di Experyentya è non solo di problem-solving su specifici problemi da affrontare, ma anche (e soprattutto) di problem-finding, per ricostruire ed ampliare quelle che Vicari e Troilo** chiamano le “mappe del possibile”.

Per quel che riguarda le scelte di branding ed in particolare il brand-name, tutto ruota attorno alla nostra idea di posizionamento, espressa dal pay-offle idee fanno la differenza”.
Experyentya significa molte cose. Innanzitutto vogliamo richiamare l’idea di “experimento” , perchè non vogliamo puntare su soluzioni pre-confezionate. Vogliamo poi richiamare il concetto di “esperienza”, perchè siamo fermamente convinti che oggi, per mettere a punto soluzioni di marketing efficaci, sia necessario partire proprio dalle esperienze che i clienti (sia consumatori finali, sia imprese) vogliono vivere.

Anche il logo richiama questa logica: il matitone rosso e blu è stato creato per simboleggiare il desiderio di Experyentya di lavorare con i clienti come una matita su un foglio bianco, “experimentando” ed interagendo.
I due colori, all’interno di un’unica matita, hanno un duplice significato: innanzitutto, essi rappresentano i due mondi (quello della ricerca e quello delle imprese) che vogliamo avvicinare, unire.
Ma il rosso ed il blu servono anche per evocare una sorta di metafora manageriale che si sta recentemente affermando, ovvero quella dell’oceano rosso e dell’oceano blu di Kim Chan e Mauborgne***: le imprese che riescono a fare il salto nell’oceano blu sono quelle che riescono con le idee, ancor prima che con le risorse, a ritagliarsi spazi di mercato tutti propri, incontrastati.

Fulvio for Experyentya

* Dennet P., La pericolosa idea di Darwin. L’evoluzione e i significati della vita, Bollati Boringheri, Torino, 1997.
** Vicari S., Troilo G., Affrontare il possibile: le mappe cognitive.
Approcci di management in condizioni di incertezza
, Economia e
Management, n. 1, 1997.
*** Kim W. Chan, Mauborgne R., Blue Ocean Strategy. How to Create
Uncontested Market Space and Make the Competition Irrelevant
, Harvard
Business School Press, Boston, 2005.