Coriandoline, un luogo a misura di fiaba e di bambino. Anche questa è sostenibilità.

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Come tutti sanno, le “città sono la ricchezza delle nazioni“. Oggi, più che mai, ci si rende conto che il nostro modello (quello Occidentale) di sviluppo economico, contraddistinto dalla crescita continua e frenetica, ha creato perlopiù megalopoli caotiche e sovrappopolate.

Del resto, come abbiamo visto già in vari altri post, nell’ambito dell’ economia della felicità diventa sempre più sentito il desiderio di vivere nel rispetto dell’ambiente e il bisogno di riappropriarsi del “tempo contemplativo“, per costruire o rafforzare legami un po’ trascurati in
passato.

In tal senso, anche i modelli di città e di gestione delle città tendono a cambiare. Prendiamo in riferimento un caso molto interessante, ovvero il quartiere Coriandoline, a Correggio (Reggio Emilia).
Coriandoline è stato progettato da un team di architetti, designer, ingegneri e pedagoghi.

In realtà, il “brief” è non è partito da loro, ma dai bambini di un asilo, ai quali è stato semplicemente chiesto: Come dovrebbe essere la città dei tuoi sogni?

Per interpretare meglio i loro suggerimenti, i “tecnici” li hanno poi osservati decorare delle casette di legno.

Insomma, si è chiamato in causa il “cliente”, un cliente molto particolare…

Il risultato?

Un quartiere con gallerie a forma di mostri, case piccole e colorate (tutte diverse), tanto verde, niente smog, niente auto, molti animali e campi da gioco.

Così, c’è sostenibilità e buon vivere, c’è un quartiere reso vivibile e piacevole per i bambini e le famiglie, ma c’è anche un’accurata progettazione degli aspetti estetici, funzionali e simbolici del “prodotto urbano“.

E tutto grazie alla ricezione e all’elaborazione di stimoli da parte della “domanda”, “entrando” nella società, co-creando valore con i “clienti finali” (cittadini ed elettori).

Roberta for Experyentya