Fra approssimazione e occasioni perse

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Qualche giorno fa sono andato con degli amici ad una sagra di paese organizzata nell’entroterra pesarese per “celebrare” uno dei migliori prodotti del territorio: la carne marchigiana.

Era da un po’ che ne sentivo parlare ed ero rimasto colpito dagli enormi manifesti pubblicitari di cui era tappezzata Urbino. Così, sono andato su internet e le impressioni di un evento di tutto rispetto, che mi permettesse di degustare ottimi prodotti locali, di “vivere” in modo più profondo ed “autentico” un territorio che conosco ancora poco e di passare qualche ora di sano svago e divertimento erano molto solide…

Purtroppo, le aspettative sono state deluse… Arriviamo in questo paesotto con un po’ di difficoltà (scarse le indicazioni, mentre durante il percorso frecce e cartelli avrebbero dovuto farci venire “l’acquolina in bocca”). Ci risulta un po’ complicato parcheggiare: anche in questo caso, nessuna indicazione! Ok, andiamo avanti… Arriviamo in questa piazzetta e ci ritroviamo davanti:

  • una cover-band tipo “fine serie”;
  • un paio di file di tavolozzi asettici e tristissimi, sotto un tendono “Festa dell’Unità old-style”;
  • un baldacchino (non posso definirlo stand) con un simpatico signore a vendere vino al calice o in bottiglia, ma la maggior parte del vino sembrava averla bevuta lui…;
  • una tristissima area dedicata alla ristorazione, dove venivano preparate piadine e patatine fritte (assolutamente poco coerenti con l’immagine dell’evento ed il “vissuto” che avrebbe dovuto rappresentare) e solo alla fine, su griglie improvvisate ed assai poco “scenografiche”, questi pezzi di carne sicuramente buonissimi, ma non preparati e presentati come avrebbero meritato.

    Il tutto condito da prezzi non certo “promozionali”…

    Che dire, gli organizzatori hanno perso un’opportunità. Ok, per le famigliuole del posto è stata comunque una buona occasione per “fare qualcosa di diverso” e per passare qualche ora in compagnia, come alternativa alla Corrida di Jerry Scotti, ma sono sicuro che coloro che hanno fatto un po’ di kilometri apposta non sono rimasti contenti, per niente.

    Come ha scritto il collega Fabio in un bel paper, i prodotti tipici di elevata qualità (ed in questo caso, la qualità della carna marchigiana è fuori discussione) possono e devono diventare fra i principali biglietti da visita del territorio, anche per una sua valorizzazione in chiave turistica. In questa prospettiva, il territorio si arricchisce di valore simbolico grazie alla presenza di prodotti di qualità ed i prodotti si vendono meglio, sia sul territorio, sia sugli altri mercati dove vengono commercializzati, attivando un circolo virtuoso di incomparabile valore.

    Ma, a tal fine, gli eventi (le “esperienze” che si vogliono far vivere ai clienti-turisti-curiosi) devono essere organizzati e gestiti con grande attenzione, perchè sono dei veri e propri “momenti della verità“, all’insegna dell’autenticità e del “buon vivere”.

    Sì, a livello di marketing territoriale c’è molto da fare…

    Fulvio for Experyentya