« Nuovi target, nuove soluzioni, nuove opportunità di business | Principale | E' l'ora dei locali ibridi »

03/05/2008

TrackBack

URL per il TrackBack a questo post:
http://www.typepad.com/services/trackback/6a00d834fde33553ef00e5520b79668833

I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a E così diventano dei brand...:

Commenti

Feed Puoi seguire questa conversazione iscrivendoti al feed dei commenti a questo post.

maena

Parallelamente al rinnovo e alla maggiore differenziazione dell’offerta delle aziende verso consumatori di beni reali, ricorrendo tra l’altro sempre più a valori intangibili, anche le imprese di servizi stanno facendo il loro (seppur lento) percorso.
Tra queste trova posto lo spettacolo.
La necessità di sentirsi parte di un gruppo unita alla sempre minore risorsa tempo ha indotto gli individui alla ricerca di consumi-esperienziali, da tempo una realtà in forte incremento. Il bisogno di fuggire alla banalizzazione è sentita anche, e sempre più, dal consumatore-spettatore.
Tutto ciò si riflette in una coerente, seppur ancora minimale, risposta radiotelevisiva. Programmi radiofonici e televisivi sono progressivamente mutati nel tempo (lavoro sicuramente più completo ed efficiente per i primi, data anche la maggiore necessità per le radio di targettizzare… ), passando inizialmente da programmi sempre meno censurati a programmi sempre più mirati per ogni diverso gruppo sociale.
E seppur oggi io mi senta di dire che:
la maggior parte delle programmazioni televisive sono ancora formulate per un pubblico non sufficientemente circoscritto (ancora troppo ampia la targettizzazione) ed ancora dedicate alla maggioranza della domanda potenziale di mercato ma non ancora in grado di rivolgersi alle piccole ma non più così piccole nuove nicchie di mercato,
vi sono già ‘imprese’ che sono riuscite a distinguersi e ad accrescersi fortificandosi.
L’”impresa” Maria De filippi si è saputa adattare velocemente ai mutamenti del mercato di riferimento mostrando un elevata dinamicità.
Le strategie, a supporto dei programmi della De Filippi, sono cresciute nel tempo grazie agli uomini di marketing che hanno saputo ascoltare le richieste più o meno latenti/manifeste del loro mercato di sbocco. Tale brand gode ora di un vantaggio competitivo rafforzato dalla buona ‘vision’ di Maria.
Io aggiungerei un’osservazione: nel pacchetto d’offerta del prodotto-brand non troviamo il classico prodotto civetta rappresentato dalla nudità femminile (unica in grado di ottenere elevati e costanti odiens)… potremmo forse sostenere che anche nel campo dello spettacolo possa esser comparsa una certa vena etica? ....dato che io penso che la tv possa riflettere ciò che siamo?!
Mi auguro che la via di maggior settorializzazione intrapresa prosegua e offra molti altri interessanti frutti.

Fulvio Fortezza

Ciao Maena,
in effettila De Filippi punta su pubblici ampi, con un posizionamento chiaro, sia sui singoli "prodotti" che in riferimento al corporate brand, "Maria De Filippi". Vi sono poi contest televisivi con targettizzazioni molto più radicali, come avviene su La7 o, ancora di più, sui canali tematici.

Verifica il tuo commento

Anteprima del tuo commento

Questa è solo un'anteprima. Il tuo commento non è stato ancora pubblicato.

In elaborazione...
Il tuo commento non può essere pubblicato. Errore di scrittura:
Il tuo commento è stato pubblicato. Pubblica un altro commento

I numeri e le lettere che hai inserito non corrispondono a quelle dell'immagine. Prova di nuovo.

Come ultima cosa, prima di pubblicare il tuo commento, inserisci le lettere ed i numeri che vedi nell'immagine qui sotto. Questo impedisce che programmi automatici possano pubblicare dei commenti.

Fai fatica a leggere quest'immagine? Visualizzane un'altra.

In elaborazione...

Scrivi un commento