Abbiamo più volte detto che il marketing, volendo, lo si può applicare un po' in tutti i campi: basta un po' di capacità di analisi ed evitare semplificazioni e banalizzazioni.
Sicuramente uno spazio interessante di applicazione è quello dello spettacolo. Ragionando un po' a ruota libera mi viene in mente un esempio facile facile: Maria De Filippi.
Bene, qualcuno vuole negare che sia paragonabile ad un'impresa?
A mio avviso, ormai è "un produttore di intrattenimento e di format", che ha gemmato prodotti e brand (che accompagna con la logica del "marchio ombrello") che funzionano (l'Auditel parla da solo ed anche il Pier Silvio sembra confermare):
"Amici di Maria de Filippi" è per teenager (e mamme) che vogliono identificarsi con "un mondo" e vivere sogni di gloria per interposta persona;
"Uomini e Donne" viaggia su un bacino più ampio, che non esclude assolutamente gli uomini;
"C'è Posta per Te" è per un pubblico più anzianotto, nazionalpopolare e dalla lacrima facile.
Mi sembra chiaro che alla base di ciascuno di questi prodotti/brand vi siano attente scelte di targeting e di posizionamento, anche andando a vedere chi può essere in concorrenza e come sconfiggerlo, che significa... "fare marketing"... Sarà per questo che la De FIlippi vince sempre?
La cosa interessante è che, in termini di marketing mediatico, la De Filippi è un partner per Mediaset, direi che è uno di quelli che Schmitt definisce "experience provider". D'altra parte, Mediaset & simili sono di certo dei "produttori di esperienze".
Fulvio for Experyentya


Parallelamente al rinnovo e alla maggiore differenziazione dell’offerta delle aziende verso consumatori di beni reali, ricorrendo tra l’altro sempre più a valori intangibili, anche le imprese di servizi stanno facendo il loro (seppur lento) percorso.
Tra queste trova posto lo spettacolo.
La necessità di sentirsi parte di un gruppo unita alla sempre minore risorsa tempo ha indotto gli individui alla ricerca di consumi-esperienziali, da tempo una realtà in forte incremento. Il bisogno di fuggire alla banalizzazione è sentita anche, e sempre più, dal consumatore-spettatore.
Tutto ciò si riflette in una coerente, seppur ancora minimale, risposta radiotelevisiva. Programmi radiofonici e televisivi sono progressivamente mutati nel tempo (lavoro sicuramente più completo ed efficiente per i primi, data anche la maggiore necessità per le radio di targettizzare… ), passando inizialmente da programmi sempre meno censurati a programmi sempre più mirati per ogni diverso gruppo sociale.
E seppur oggi io mi senta di dire che:
la maggior parte delle programmazioni televisive sono ancora formulate per un pubblico non sufficientemente circoscritto (ancora troppo ampia la targettizzazione) ed ancora dedicate alla maggioranza della domanda potenziale di mercato ma non ancora in grado di rivolgersi alle piccole ma non più così piccole nuove nicchie di mercato,
vi sono già ‘imprese’ che sono riuscite a distinguersi e ad accrescersi fortificandosi.
L’”impresa” Maria De filippi si è saputa adattare velocemente ai mutamenti del mercato di riferimento mostrando un elevata dinamicità.
Le strategie, a supporto dei programmi della De Filippi, sono cresciute nel tempo grazie agli uomini di marketing che hanno saputo ascoltare le richieste più o meno latenti/manifeste del loro mercato di sbocco. Tale brand gode ora di un vantaggio competitivo rafforzato dalla buona ‘vision’ di Maria.
Io aggiungerei un’osservazione: nel pacchetto d’offerta del prodotto-brand non troviamo il classico prodotto civetta rappresentato dalla nudità femminile (unica in grado di ottenere elevati e costanti odiens)… potremmo forse sostenere che anche nel campo dello spettacolo possa esser comparsa una certa vena etica? ....dato che io penso che la tv possa riflettere ciò che siamo?!
Mi auguro che la via di maggior settorializzazione intrapresa prosegua e offra molti altri interessanti frutti.
Scritto da: maena | 13/05/2008 a 22:49
Ciao Maena,
in effettila De Filippi punta su pubblici ampi, con un posizionamento chiaro, sia sui singoli "prodotti" che in riferimento al corporate brand, "Maria De Filippi". Vi sono poi contest televisivi con targettizzazioni molto più radicali, come avviene su La7 o, ancora di più, sui canali tematici.
Scritto da: Fulvio Fortezza | 13/05/2008 a 23:08