Si dibatte da molto tempo sul potere del consumo, cercando di capire quale sia il rapporto fra crescita dei consumi e strumenti di crescita dei consumi da un lato, società, etica, valori e sostenibilità dall'altro.
E' sicuramente un tema spinoso, dov'è necessaria una visione ampia, interdisciplinare.
Mi limito a segnalare una notizia di qualche tempo fa, che mi ha lasciato perplesso...
L’allarme arriva dai naturalisti, che chiedono di inserire il "pesce pagliaccio" tra le specie in via di estinzione.
A scoprire il rischio è stato un biologo marino britannico docente alla University of Cumbria, il quale ha scoperto che in alcune aree il numero di esemplari di questa specie è calato del 75%.
Il motivo?
Il successo del cartoon Disney, che ha determinato un boom di acquisti di pesci pagliaccio. Insomma, per i bimbi è diventato un must e lui, porello, rischia l'estinzione...
Potere del consumo... Vi segnalo sul tema un libro di Vanni Codeluppi: "Il potere del consumo. Viaggio nei processi di mercificazione della società". E' del 2003 ed è edito da Bollati Boringhieri.
Buona lettura.
Fulvio for Experyentya


Povero Nemo!
Forse manca un pò l'educazione al consumo, cioè, spesso si fa una comunicazione principalmente rivolta ai bambini che li stimola a chiedere insistentemente ai genitori dei giocattoli, tra i quali i piccoli, spesso collocano anche gli animali veri. Magari, se si provasse ad educare al consumo un pò i genitori, con una comunicazione a doc , che li inviti a far capire ai figli che i pesci veri(e comunque tutti gli animali) non sono giocattoli, si eviterebbero, forse, tanti problemi. Comunque rimane anche una questione di buon senso.
Scritto da: Magda | 20/08/2008 a 11:20
già, hai ragione! dopo il film, i genitori avrebbero potuto portare i simpatici bimbi all'acquario...
Scritto da: Fulvio Fortezza | 20/08/2008 a 12:23
Mah...io non vedo tutta questa responsabilità dei genitori...voglio dire, non ci si può fare problemi ogni volta che si decide di togliere uno sfizio a un figlio, inoltre, come è successo a me da piccolo, avere un pesciolino può essere anche un esperienza che ti matura...per un bambino di 5-6 anni prendersi cura di un animaletto anche non impegnativo come un pesciolino puà far bene.
Per me se loro lo comprano e poi DOPO gli fanno capire che non è un giocattolo sono a postissimo, anzi può essere una scusa per fare un acuisto educativo PER UNA VOLTA.
Se il problema è l'estinzione allora bisognava pensare prima a limitare la disponibilità di vendita di quel tipo di pesce e lasciarlo proliferare nel mare.
Per il resto penso che ci siano acquisti MOLTO più diseducativi...!!!
Scritto da: Alessio Brunelli | 20/08/2008 a 12:42
Non dico che non dovrebbero essere comprati degli animali, io ha un cane da 10 anni! il problema è che spesso è una voglia passeggere e purtroppo si sente spesso cani e gatti abbandonati e pesci buttati nel wc. E' il caso che i genitori prima di fare un'acquisto così impegnativo, verifichino se sono in grado di portarlo avanti, perchè non credo che un bambino possa accudire un animale come si deve senza l'ausilio di un adulto.
Scritto da: Magda | 20/08/2008 a 13:15
Io credo che un bambino facente parte del target a cui si riferisce il film, abbia un età in cui non si può rendere conto del danno ambientale che è l'estinzione di una specie. Perciò sta ai genitori educarlo e fargli capire che non deve essere una "voglia", cioè un vero e proprio "consumo" di pesci pagliaccio, ma una scelta ponderata. D'altra parte non siamo nell'era del consumatore informato? Credo inoltre che Nemo, come tanti altri personaggi Disney degli ultimi anni, avrà una sua fine dal punto di vista dell'appeal sui consumatori; in attesa che arrivi quel momento bisognerebbe trovare soluzioni per evitare l'estinzione (non si può allevare?), altrimenti sarà un pò come uccidere Nemo stesso...e credo che i bambini per primi non vogliano questo.
Scritto da: Matteo Fortini | 22/08/2008 a 15:42