Ne avevamo già parlato: il turismo è fatto di esperienze.
Lo si sa: quando ci si mette in viaggio (per percorrere brevi o grandi distanze) quello che si cerca è l'emozione, la possibilità di vivere momenti appaganti, capaci di dare tranquillità, brivido, possibilità di scoperta e così via.
Vedremo in un prossimo post quanto l' "industria turistica" si sia ingegnata per offrire "prodotti-esperienze" appositamente studiati per colpire specifiche corde emozionali, secondo un approccio "forte" all'esperienza, fortemente "teatralizzato".
Del resto, vi sono altre interessanti tendenze in atto in questo affascinante comparto.
Come sagacemente colto anche dal duo Pine e Gilmore, oggi molti sono alla ricerca dell'autentico, della scoperta del mondo e/o del sé non pre-ordinata, poco impacchettata e, di conseguenza, sono alla ricerca di un maggior protagonismo. Ecco, così, ad esempio, un turismo etnico fatto di esplorazione e condivisione, come quello che porta a ripercorrere gli itinerari dei clandestini che dal Messico cercano di raggiungere gli Stati Uniti, con l'obiettivo di capirne anche le difficoltà, le motivazioni, le sofferenze concrete. Ma ecco anche lo "yoga tourism", con i viaggiatori alla ricerca della spiritualità e della scoperta delle radici vere e profonde (non romanzate, "da film") della "cultura della meditazione". E poi ancora, ecco turisti temerari che si mettono in viaggio solo per ascoltare l'ululato dei lupi. E potremmo continuare per molto ancora, perchè ce n'é che ce n'é...
In tutto questo, il Web gioca un ruolo fondamentale, essendo un media "democratico" ed interattivo per definizione. Grazie ad Internet, infatti, il turista (da solo o in gruppo) può costruire la propria vacanza, assemblando plus e servizi offerti da operatori diversi, oppure interfacciandosi con operatori (agenzie o tour operator) che si posizionano proprio in questo modo sul mercato.
In tal senso, è affascinante il caso di Avventure nel Mondo, un tour operator particolarissimo, che punta su un turismo alternativo, sulla scoperta di mete autentiche, sull'aggregazione di spiriti liberi. Sì, il sito non rende molto in verità, ma dai racconti di alcuni amici che hanno fatto esperienze di viaggio con questo operatore mi sono fatto l'idea di una formula davvero accattivante, soprattutto rispetto ad un certo target di clientela (l' "indipendente" anziché il "comodo", per intenderci). Basti pensare che di solito i viaggi sono organizzati in gruppi, fra persone che nella maggior parte dei casi prima della partenza non si conoscono e che si trovano a vivere queste esperienze (spesso forti) con profondo (e necessario) spirito di squadra, creando così dei rapporti personali (spesso di amicizia) che rappresentano un ingrediente fondamentale di questa formula. Peraltro, ogni gruppo ha il suo "leader", che non è un dipendente del tour operator, bensì un viaggiatore come gli altri, che, però, in virtù della sua esperienza si fa carico di organizzare tutti gli aspetti logistici, di viaggio e di scoperta delle località visitate, ottenendo in cambio da parte del tour operator il viaggio gratis.
Insomma, una formula che va ad intercettare molti fattori-chiave della domanda di esperienze del consumatore di oggi:
- possibilità di aggregazione e di condivisione di esperienze autentiche (ripeto, le mete sono poco convenzionali e tendenzialmente non si alloggia in residenze comfortevoli);
- libertà di espressione del proprio sé e di immersione tutta personale nell'esperienza vissuta;
- scoperta ed esplorazione di luoghi e spazi identitari.
Qualcuno di voi ha un'esperienza personale da riportare?
Fulvio for Experyentya


Stanno crescendo, complice la crisi, anche le vacanze in campeggio a brevissima distanza che prevedono uno o pochi pernottamenti, i viaggi virtuali e i tour nella propria città alla scoperta dei luoghi meno frequentati (qui si alloggia negli ostelli). Si tratta in sostanza di ulteriori mete che consentono di staccare dalla routine, cercare emozioni e maggiore protagonismo e che favoriscono, al contempo, la (ri)scoperta dei propri luoghi, della propria storia e del dialogo con i propri concittadini o compaesani all'insegna di uno stile di vita più sobrio, della serie "il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi" (Proust).
Scritto da: Emanuela Conti | 19/05/2009 a 17:38