Nasce nel 2004 da un’idea di Lorenz Bogaert e Toon Coppers a Ghent (Belgio) e si colloca al settimo posto tra i social network più "frequentati" al mondo.
Inoltre, la sua tecnologia assicura che tutti i contenuti siano altamente personalizzabili (rispetto anche ad altri social network, dove i profili sono standardizzati).
Questo permette ad ogni utente di effettuare ricerche personalizzate, in modo che siano mostrati solo i profili degli appartenenti al network provenienti da una determinata regione o che abbiano altre specifiche caratteristiche (es: fascia di età, nome, ecc).
Per quanto riguarda i membri (oggi sono circa 44.638.211, di cui l’80% ha un'età compresa tra i 14 e i 25 anni) al momento dell’iscrizione devono compilare un form contenente domande personali riguardanti abitudini e stile di vita/consumo.
Così, ad esempio, si possono conoscere gli interessi degli utenti in termini di musica, sport, amici, vita notturna e shopping. Ma si possono scoprire anche le bibite alcoliche (anche se il 50% si dichiara astemio) preferite, che sono la Caipirosca e la Vodka Red-bull, mentre quelle analcoliche sono la Coca-Cola e il tè freddo. Stessa analisi per conoscere i fumatori (65% tra i ragazzi e 51% tra le ragazze) e l’animale preferito (per il 69,5% il cane, per il 25% il gatto), fino ad arrivare al genere cinematografico e all'attore preferito (Horror e Johnny Depp per le ragazze e Will Smith per i ragazzi).
Dall’analisi degli utenti possiamo comprendere quali siano le tipologie di business che possono sfruttare meglio Netlog.
Le piccole imprese, non potendo sfruttare la funzione "brand", possono comunque farsi conoscere inviando messaggi personali (come ha fatto una giovane artigiana facendo conoscere le proprie collezioni di gioielli) con allegate alcune foto dei prodotti, evitando il catalogo completo, che potrebbe risultare noioso.
In ultimo, come vale per altri social network, si può pensare di creare per i brand delle pagine utenti (opzione, però, molto "delicata"), per verificare il grado di appeal esercitabile sul network, ma, ancor prima, la consistenza e la composizione dello stesso. La stessa operazione può essere utilizzata anche per pubblicizzare i nuovi prodotti, come ha fatto Nokia collegando il profilo del nuovo telefonino al sito per acquistarlo.
Questi ed altri utilizzi rendono anche questo "spazio" appetibile per le imprese. E' chiaro, quindi, che il "nuovo marketing 2.0" non dovrà vivere solo di Facebook, ma dovrà esplorare in modo attento le potenzialità di tutti i social network che si stanno diffondendo, per comprenderne, in particolare, il posizionamento e, quindi, la "destinazione d'uso".
Raffaella Battazza (Studentessa del Corso di Sociologia della Comunicazione, Facoltà di Economia, Università di Urbino "Carlo Bo")


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