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24/07/2009

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Alessio Brunelli

Situazioni come queste purtroppo continuano a sottolineare la tristezza di una burocrazia perniciosa e di una mancanza di elasticità tipiche della politica italiana.
In questo caso ci aggiungerei un pizzico di menefreghismo, forse pensano che basti staccare un assegno per rimettere su due case e tutto vada a posto...!!!
Non è facile come situazione ma io proporrei di utilizzare questa storia, non so ad esempio creare un evento in associazione a tutte le altre piccole imprese della vostra zona in cui raccontate "disavventure" come questa e chiedete "loro" di "svegliarsi" e allo stesso tempo mostrare i prodotti che producete.
Non sapendo esattamente la situazione "fisica" della zona non so dare ora consigli "pratici", propongo un titolo: "Addolciamoli".

FulvioFortezza

ciao alessio,

grazie per il tuo contributo. nel post ci sono anche i riferimenti di claudio, al quale puoi sottoporre le tue impressioni e i tuoi suggerimenti. non entro in questione di merito, non è il caso, ma, al di là di tutto, sono convinto che diffondere informazioni e creare consapevolezza sui problemi da affrontare e sul da farsi sia la strada migliore per interventi utili e di valore.

Simone Moriconi

E' ovvio che nella stessa disperata situazione di crisi si trovano moltissime aziende abruzzesi (soprattutto PMI), che oltre a far fronte alla crisi economica globale stanno fronteggiando una grande tragedia umana ed economica.
Il punto è: cosa può fare il marketing per l’Abruzzo?
- A lezione abbiamo parlato di marketing territoriale, inteso come approccio volto a rafforzare la capacità di un’area geografica di attrarre e mantenere (in questo caso) le componenti di domanda (persone fisiche e organizazioni) funzionali allo sviluppo sostenibile di un'area. In particolare è interessante il cosiddetto piano della “connessione” del marketing territoriale, ossia attuare quelle condizioni che permettono al territorio di individuare le opportunità di sinergie con altre aree. Si potrebbero pertanto attivare progetti interterritoriali concreti (delle collaborazioni pianificate tra aziende), non lasciando quelle abruzzesi in difficoltà al loro destino.
- Potrebbe essere creata (se già non lo è stato fatto) una rete di docenti e professionisti che siano in grado di attuare la strategia di rilancio per il territorio abruzzese, sotto molteplici punti di vista (turistico, produttivo, agricolo).
- Non basta lo slogan “comprate abruzzese”, è necessario attuare un piano di marketing territoriale allo scopo di aumentare l’attrattività delle zone colpite dal terremoto e spingere le imprese nazionali ed internazionali a ricominciare ad investire in tali zone. Si potrebbero organizzare degli incontri dove comunità accademica e professionisti d’impresa parlino e collaborino al proposito.
Se si riesce anche in questo caso a vedere la crisi come opportunità, la regione Abruzzo può sfruttare questa situazione per rilanciare la propria economia nel lungo termine.

FulvioFortezza

ciao simone, sono d'accordo, gli spot non bastano, anzi, così come sono ora e come sono stati sempre, irritano anche. bella l'idea che hai avanzato della "cordata" o della "rete", anche se molto difficile da implementare, per il vecchio e caro "dilemma del prigioniero". io, personalmente, credo molto nel valore del network e spero che gli "amici" che ho contattato per questo "caso" vogliano unirsi a me in questa iniziativa. ma credo anche che il futuro possa essere determinato anche da iniziative che partono "dal basso", realizzate in partnership da ragazzi come te, come alessio, magda e gli altri che ho il piacere di leggere su questo blog. a 31 anni sono ancora fiducioso sulla possibilità di cambiare un po' di cose e sono anche convinto della forza dirompente che viene dall'entusiasmo, dalla passione e dalla visione di giovani non evanescenti. il sistema, ad un certo punto, può addirittura diventare una variabile secondaria.

Michela Carchia

Situazione alquanto difficile da sostenere... Sicuramente questa azienda ha un grosso potenziale e deve sfruttarlo puntando sulla tipicità e sul valore territoriale del prodotto...
E ancora, è giusto utilizzare la rete così che le persone, e soprattutto i giovani, possano capire tali problematiche ed aiutare a risolverle...Ad esempio è stata molto giusta l'idea di rivolgersi a questo blog...E perchè non farlo ancora??
Spero vivamente che tutti questi problemi si possano risolvere...

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