- le nanotecnologie applicate nei tessuti e in altri materiali modificano il "Dna del materiale" e cambiano le destinazioni d’uso del prodotto, accrescendo il valore creato, pur mantenendo inalterate esteticamente le caratteristiche del materiale. Ciò costituisce un ambito innovativo ad alto potenziale, in grado di posizionare il prodotto in nicchie molto variegate;
- dei prototipi realizzati nel laboratorio di Prato mi hanno colpito i tappeti e le tende che emettono suoni o luce o che rilasciano sostanze (ad esempio antizanzare), le t-shirt che rilasciano vitamine e sali minerali, per cui le persone che le indossano bevono meno, oppure ancora tessuti che catturano smog e odori o che hanno proprietà particolari come l'antimuffa, l'antisporco, l'antitarma. Interessanti sono pure il legno che grazie a un particolare trattamento non brucia, le piastrelle fotovoltaiche e i vetri autopulenti. Insomma, di tutto di più, all'insegna dell'ingegno e dell'utilità;
- molte innovazioni realizzate ed applicate nel settore tessile sono in realtà “trasversali”, cioè si possono applicare in altri settori quali arredamento, l'edilizia, la ceramica, i gioielli;
- è vero che nel nostro Paese c’è scarsa propensione a realizzare innovazioni radicali, ma le imprese che hanno buone idee spesso non riescono a svilupparle da sole. Hanno bisogno del supporto di competenze complementari, specialistiche. Da questo punto di vista, come spesso sottolineato su questo blog, l'ottica non può che essere "di sistema". Il punto è che moltissime imprese non conoscono strutture come questa e non sono ancora pronte ad “acquistare” conoscenza, tecnologica e ricerca, ma possono essere stimolate;
- riallacciandoci a quanto detto poc'anzi e riprendendo l'esperienza concreta della Sid, possiamo affermare che le Associazioni di Categoria possono svolgere un ruolo di intermediazione fondamentale per favorire l’incontro strategico tra il mondo delle imprese e quello della ricerca applicata.
Emanuela Conti (Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo") for Experyentya


Salve, mi chiamo Beatrice Biagiotti. Sono ingegnere civile, con indirizzo strutture.
Visto il generale andamento del settore a cui appartengo, ho ritenuto necessario aprire la porta a settori trasversali e complementari alla mia attività. L'occasione offerta dalla Confartigianato andava nella giusta direzione: individuare sinergie, collaborazioni innovative e impensate. Chi meglio di un centro di ricerca nazionale applicativo ai campi più diversi, ma accumunati da un obiettivo, quello di arrivare 'al di là' della crisi rinnovati e propositivi poteva esserci! E le aspettative hanno mantenuto fede. Le nanotecnologie applicate ai materiali tradizionali da costruzione sono una prospettiva da tener d'occhio: pietre e mattoni non attaccabili da funghi o parassiti; legname con maggior resistenza al fuoco e alle intemperie; vetrate autopulenti... e non credo sia finita qui!
Scritto da: Beatrice Biagiotti | 05/08/2009 a 15:43
Ciao Beatrice,
benvenuta anche a te sul nostro blog!
Sì, nella tua visione imprenditoriale si percepiscono le grandi opportunità che oggi vi sono nel collegare saper fare interno, spunti specialistici dei centri di ricerca esterni e, aggiungo io, visione e conoscenze del mercato e degli strumenti di marketing, nell'ambito di un nuovo modo di concepire il business, nel pieno rispetto dei principi dell'economia "fluida" e della conoscenza.
Scritto da: FulvioFortezza | 05/08/2009 a 15:49
Ringrazio Beatrice per il bel commento! Hai considerato una serie di aspetti, come sintetizza Fulvio, che condivido appieno. Colgo l'occasione per sottolineare che l'innovazione tecnologica rappresenta un fattore essenziale per uscire dalla crisi, ma da sola non basta se non si sa come applicarla. In generale, nel nostro Paese, siamo in grado di produrre molte idee innovative ma dobbiamo migliorare la capacità di tradurle in prodotti e servizi di successo sul mercato. I laboratori tecnologici come il centro NTT di Prato rappresentano una via per aiutare le imprese ad individuare le applicazioni economicamente rilevanti anche delle tecnologie già esistenti. A tal fine, come abbiamo visto, da un lato le Associazione di Categoria possono svolgere un ruolo attivo rilevante di informazione e di supporto e, dall'altro, l'imprenditore deve essere aperto a nuove modalità di fare impresa. Pertanto, come osserva giustamente il Prof. Alfonso Gambardella nel suo ultimo libro "Innovazione e sviluppo" (Egea, 2009), la Ricerca e Sviluppo è importante e va fatta sempre meglio ma occorrono parallelamente una domanda innovativa, infrastrutture, modelli organizzativi e imprenditorialità adeguati.
Scritto da: Emanuela Conti | 05/08/2009 a 17:54