Potrebbe sembrare il titolo di uno dei racconti visionari di Isaac Asimov, o lo
scenario futuristico in cui ambientare un libro del filone "cyberpunk", invece
parliamo di una tendenza già piuttosto significativa per numeri, interesse
riscontrato e potenzialità future di sviluppo: il turismo sotterraneo.
La crescente voglia di esplorare il nuovo attraverso la scoperta delle culture del passato e la ricerca di esperienze sempre più vivide ed originali (1), sta infatti portando un rilevante numero di turisti verso le mete del "mondo sotterraneo".
Qualche esempio?
A Torino sono oltre 15.000 le persone che ogni anno scendono a 15 metri di profondità, per percorrere un itinerario emozionale nelle viscere della città, passando per un rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale. A Napoli è stato riportato alla luce Il Teatro Sommerso, un teatro romano di epoca imperiale, un tempo destinato ad accogliere migliaia di spettatori, "sommerso" dalle stratificazioni abitative che nei secoli lo hanno ricoperto. Oggi, dopo 19 secoli di inattività, il teatro riprende vita per immergere lo spettatore all'interno della sua ricca storia, mediante i racconti delle tante "anime" che si sono susseguite nel corso del tempo. Peraltro, anche De Crescenzo (2) fornisce una descrizione - molto suggestiva - di questa realtà.
Più in generale, l'interesse di questo trend è confermato anche dalla nascita di un'associazione dedicata e dalla creazione di una rete delle città sotterranee, per iniziativa dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, che ha l'obiettivo di promuovere in modo integrato diverse iniziative, come la creazione di pacchetti turistici alla scoperta degli "abissi cittadini" e la pubblicazione di una guida nazionale di promozione dei "segreti" delle città aderenti.
Oltre alle opportunità turistiche, si sta facendo avanti una nuova prospettiva di city management, che ipotizza la possibilità di sfruttare le zone sotterranee per ridisegnare la struttura urbanistica delle nostre future città, consentendo così maggiore qualità della vita e vivibilità dei nuclei urbani.
Così, visto l'inevitabile incremento demografico che il nostro Pianeta subirà nei prossimi decenni e i rilevanti cambiamenti climatici che si stiamo già manifestando, si fa strada l'ipotesi di vedere parte dell'umanità "rifugiata" a due metri sotto la superficie terreste, dove la temperatura è costante tutto l'anno (con ovvi risparmi energetici ed economici), liberando, così, parte della superficie terrestre dai problemi di inquinamento e di traffico.
Su quanto sia attraente questa prospettiva, lascio a voi il giudizio.
Fabio Valerio for Experyentya
(1) Pine B.J., Gilmore J.H. (2007), Authenticity: What consumers really want, Harvard Business School Press, Boston

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