Il modello organizzativo originale - che fungeva da linea-guida per tutte le unità di Poste Italiane e non solo per il servizio Recapito - era contraddistinto dai seguenti elementi:
- rispetto delle procedure e dei mansionari;
- comunicazioni prevalentemente verticali e autorità gerarchica;
- settorialismo ed individualismo;
- rifiuto del rischio e resistenza al cambiamento;
- scarsa attenzione ai costi;
- automatismi di carriera.
- mancanza di regole condivise tra gli uffici e le centrali di smistamento in tutta Italia;
- mancanza di controlli sull’operato sia delle imprese esterne che dei dipendenti;
- debole immagine aziendale, sia esterna che tra i dipendenti, anche a causa della mancanza di una cultura aziendale orientata al servizio;
- mancanza di orientamento/attenzione al risultato.
Altro elemento al quale si è cercato di porre rimedio è stata la mancanza di controlli sull’operato dei dipendenti e lo scarso orientamento alla qualità.
Ad esempio si è intervenuto nel seguente modo:
- puntando su un codice etico, quindi su principi quali l’onestà, l’integrità morale, la trasparenza, l’affidabilità, mettendoli alla base delle propria "nuova identità";
- ottenendo la certificazione ISO 9001, per dimostrare al mercato l’impegno verso qualità e customer satisfaction. Lo schema di riferimento è quello del miglioramento continuo, attraverso una corretta gestione delle risorse, la definizione di piani di miglioramento e la verifica della loro attuazione mediante un forte coinvolgimento dell’alta direzione;
- ottenendo la certificazione ISO 14001, relativamente ai sistemi di gestione ambientale, quindi alla prevenzione dell’inquinamento.
Nonostante il cambiamento organizzativo attuato da Poste Italiane, è possibile effettuare alcune considerazioni sulle prospettive future e sui punti da presidiare e migliorare.
Altro fattore critico pare essere la mancanza di un forte stimolo al miglioramento continuo, possibile attraverso un potenziamento del sistema informativo, un maggior coinvolgimento di tutti i livelli organizzativi ed un maggior commitment da parte della direzione. Anche l’istituzione di team di lavoro può rappresentare un’opportunità in tal senso, poiché capace di generare sinergie e spinta motivazionale da opporre alle resistenze al cambiamento.
Un’ultima riflessione va fatta in merito alla gestione dei reclami, che può rappresentare, come insegnano i principi del Service Management, una funzione strategica, se indirizzata verso un’ottica di recupero del disservizio.


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