Così, ecco oggi Renault già pronta ad introdurre sul mercato (nel 2012) l'auto verde ed orientata al benessere dei passeggeri, secondo logiche di experience design (2), per creare valore per un consumatore che sempre più cercherà risparmio, rispetto dell'ambiente, "coccole e finezze".
Ma non finisce qui, perchè arrivano le "coccole" ed una serie di aggiunte intelligenti:
- delle chiusure anti-inquinamento bloccano l'aria che arriva dall'esterno e la filtrano, per poi purificarla con sostanze salutari e cosmetiche (dagli oli essenziali rilassanti o stimolanti agli agenti idratanti studiati per la cura dell'epidermide);
- anche i sedili sono pensati per la massima comodità dei passeggeri, perchè dotati di apparecchi massaggianti;
- sul tetto è applicata una pellicola di cellule fotovoltaiche che ripara dal caldo e dal freddo e ottimizza il funzionamento dell'aria condizionata;
- la plancia è realizzata con una tecnologia "a sfioramento" per facilitare l'uso della strumentazione, mentre un simpatico Avatar indica al guidarore lo stato di funzionamento della tecnologia in funzione.
Fulvio for Experyentya
(1) Valdani E. (2003), Marketing strategico. Un'impresa proattiva per sviluppare capacità market driving e valore, Etas, Milano
(2) Zurlo F. (2003), Experience design: il progetto per l'esperienza ottimale dell'utente, Sviluppo e Organizzazione, fasc. 197

E come il problema basilare che limita ancora la diffusione: la ricarica?
Scritto da: Andrea | 10/01/2010 a 21:26
ops: manca risolvere!
Scritto da: Andrea | 10/01/2010 a 21:27
Ciao Andrea, qui chiaramente entrano in gioco anche i policy maker, che, come ben sai, possono agevolare o ostacolare (in base all'esistenza di lobby) la diffusione di una certa tecnologia.
Sono però convinto che imprese "segnaletiche", di peso, con le loro condotte competitive possano smuovere le acque, anche attraverso il meccanismo ("pull") della sensibilizzazione dell'opinione pubblica e del mercato.
Ritengo, poi, che vi possano essere accordi di partnership (anche in un'ottica di co-marketing) con catene di distributori "tradizionali".
Una mossa sicuramente importante per quanto riguarda i produttori di auto, in quest'ottica, è di potenziare l'autonomia dei veicoli.
Staremo a vedere...
Intanto a me questo modelli piace anche come design e credo che questo non sia assolutamente un aspetto irrilevante.
Bisogna rendere queste auto proposte accattivanti a tutto tondo, facendo in modo che non vengano più viste come eterni prototipi...
Scritto da: FulvioFortezza | 11/01/2010 a 09:07
Poi a sbollire gli animi ci pensa uno studio di Oxford; secondo loro prima del 2020 non avremmo una commercializzazione di massa di auto a emizzioni zero (che rimane più una vetrina pubblicitaria per le aziende che le promuovono, ma che continueranno ancora a lungo a vendere 4x4).
La soluzione nel medio termine sta in auto piccole e leggere, e in ibridi tipo Toyota Prius
http://www.motori24.ilsole24ore.com/Tecnologia/2010/01/zev-zero-emission-vehicle.php
Scritto da: Simone Moriconi | 23/01/2010 a 11:03