Ok, ho scoperto l'acqua calda, ma fino ad un certo punto.
Ok, duplicare i cd è sbagliato, così come fotocopiare i libri, siamo d'accordo. C'è gente che lavora ed è giusto che tragga la soddisfazione che merita dal proprio ingegno, dal proprio talento, dalla propria creatività, ma qual è il modo migliore per farlo?
Io credo che bisogna cambiare in modo radicale il modo di ragionare.
Focalizziamoci sul musicale, dove già con i post su Provvidenti e su Tao abbiamo accennato a possibili vie laterali per la valorizzazione degli artisti emergenti.
Abbiamo visto che nel suo complesso è un settore pesante, dove le Major dettano tempi e regole e dove spesso si scade pesantemente nel commerciale.
A prescindere dalle (necessarie) digressioni sul reale contenuto artistico di molte produzioni e dei relativi riflessi sul marketing, a mio avviso fare buona musica, quindi curare il prodotto, può essere una mossa semplice quanto efficace.
Ragionateci: un tempo si fatevano cassette o dischi con 1-2 canzoni di richiamo, poi 7-8 pezzi di completamento, spesso davvero buttati lì, tanto per "riempire lo spazio". Finchè non c'è rischio di copia e diffusione (sharing) dei brani, questo è un problema relativamente poco rilevante, ma quando l'evoluzione delle tecnologie apre questi spazi sono dolori e nessuno lo dice.
Cosa fare allora?
Io la metto in questi termini:
- facciamo cd accattivanti, con canzoni che sappiano essere tutte da "top list". La logica è semplice: come nel caso dei libri belli (quelli che ti appassionano dall'inizio alla fine), il piacere di avere il "pezzo originale", da "assaporare" a proprio piacimento, ha un valore che le copie, per quanto bene fatte, non potranno mai avere;
- curiamo meglio l'estetica dei cd e valorizziamo l'interno, perchè un cd può essere anche bello da esporre e da vedere e perchè i leaflettini interni possono spiegare un sacco di cose, possono evocare, possono consentire di immergersi nel mood dell'artista. Perchè no, rendiamoli anche più sensoriali;
- bisogna inserire all'interno di ogni cd dei dati identificativi (user e password) che consentano a chi li compra di accedere sul sito web dell'artista a contenuti esclusivi, non fruibili diversamente, come, ad esempio, immagini e video delle prime prove dei brani contenuti nel cd o anche versioni alternative dello stesso pezzo. Insomma, cose che aggiungano valore e che legittimino ulteriormente il prezzo dei cd, che in questo modo diventerebbero dei "contenitori più ampi";
- in parte lo si fa già, ma bisognerebbe stringere di più e meglio il rapporto fra acquisto dei cd e fruizione della musica live.
(1) Colbert F. (2009), Marketing delle arti e della cultura, Etas, Milano.


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