In un post di qualche tempo fa avevamo già parlato degli intrecci fra Amore (inteso in senso ampio) e Marketing, tematica che ci stuzzica molto.
In effetti, si inserisce a pieno titolo fra gli aspetti più succulenti dell'evoluzione postmoderna della società, dove si creano spazi di business fra le pieghe della routine quotidiana e nell'ambito della spasmodica ricerca da parte di molti di senso, significati e stimolazioni sensoriali.
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Qualche anno fa era una moda, poi è diventato un tassello emblematico (forse con
connotazioni meno enfatiche) di un
nuovo modo di vivere e di concepire la vita,
sicuramente molto in linea con i crismi della
postmodernità.
Parliamo
della "
New Age", corrente socioculturale su cui si è abilmente o maldestramente
posizionata (lascio a voi il giudizio ...)
AQUAMANTRA.
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L'altro giorno in macchina riflettevo sul fatto che forse una delle migliori
mosse contro la
pirateria musicale è
fare buona musica.
Ok, ho scoperto
l'acqua calda, ma fino ad un certo punto.
Ok, duplicare i
cd è
sbagliato, così come fotocopiare i
libri, siamo d'accordo. C'è gente che lavora
ed è giusto che tragga la soddisfazione che merita dal proprio ingegno, dal
proprio talento, dalla propria creatività,
ma qual è il modo migliore per farlo?
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Le analisi socioculturali già da qualche tempo rivelano
come oramai le clusterizzazioni della società e del mercato per fasce d'età
abbiano perso significatività, se è vero che un 20enne ed un 60enne quasi
inaspettatamente possono condividere stile di vita e comportamenti di
consumo.
Riprendendo un'interessante analisi di Francesco Morace, oggi
parliamo dei "Pleasure Growers", i boomers che non accettano di essere
incasellati nel profilo della "terza età", che riscoprono e rilenciano i valori
delle utopie giovanili, ma filtrandole attraverso le esperienze vissute e la maturità
raggiunta.
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Il concetto di "
impresa proattiva" di Valdani (1) si sta rivelando sempre più "attuale". Il mondo ed il mondo del business cambiano a
ritmi vorticosi e sempre più le imprese devono "
gestire il presente preparandosi al futuro", con una rilevante capacità di cogliere e di presidiare i "
segnali deboli", che, però, man mano diventano sempre più forti e nitidi, richiedendo
mosse concrete e ben calibrate.
Così,
ecco oggi Renault già pronta ad introdurre sul mercato (nel 2012) l'auto verde ed orientata al benessere dei passeggeri, secondo logiche di
experience design (2), per creare valore per un consumatore che sempre più cercherà
risparmio, rispetto dell'ambiente, "coccole e finezze".
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La
capacità competitiva delle città dipende da un'
insieme complesso
di risorse specifiche (tangibili ed intangibili), strettamente interagenti,
ma che spesso sono gestite secondo logiche distinte, spesso in conflitto.
In realtà, il "
valore complessivo della città" è un
costrutto
"olistico", che non dipende solo dalla qualità degli
asset
"di partenza" (paesaggio, architettura, beni culturali, ecc), difficilmente
replicabili in altri contesti, ma anche dalla capacità dell'"
organo di governo"
locale di sfruttarli in modo sinergico (1).
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Ci sono confini per il Marketing, per la sua applicabilità? Mi verrebbe da dire
no, tanto più che penso che possa essere applicato (a metà fra gioco e test)
anche alla
vita di tutti i giorni.
Il punto, infatti, è un altro:
come
applicare le logiche del marketing e per quali finalità...
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All'orizzonte un radicale mutamento di prospettiva: l'economia diventa "fluida",
le fonti di vantaggio competitivo si rinnovano, la "geografia" di molti comparti
produttivi è stravolta.
Bisogna essere veloci a produrre (magari di meno, sicuramente meglio,
sicuramente in modo diverso, sicuramente con maggiore varietà), ma soprattutto a
pensare (a nuovi segmenti da scovare o da "stimolare", a spazi di opportunità da
creare/ricreare, a diversi modelli o concetti di business) ed a muoversi sul
mercato (non solo B2C, ma anche nel B2B), possibilmente in modo creativo,
"smart", deviando da regole e prassi consolidate.
Continua a leggere "Il comparto dell'Auto: uno scenario in profonda trasformazione" »
Ne parlavamo proprio nei giorni scorsi sul
Lab:
Ma quanto conta la domanda?
Quanto contano i cambiamenti nello scenario socioculturale e delle aspettative
rispetto ai comportamenti delle imprese?Su questo fronte, sicuramente
permane un
netto sbilanciamento di "potere" a favore del mondo delle imprese,
che ancora sono in grado di utilizzare una serie di stratagemmi ed artifici per
ottenere da una serie di "stimoli" una serie di "risposte" corrispondenti,
sostanzialmente preventivabili.
Basti osservare i comportamenti di ciascuno di
noi di fronte ad un'
azione promozionale accattivante, oppure ad interventi di
pura
differenziazione psicologica di prodotti e marche, come nel caso di restyling del packaging.
Continua a leggere "I Mind Builders: un nuovo profilo, con cui "dialogare"" »
In un recente post
abbiamo visto come le formule delle strutture ricettive stiano evolvendo
continuamente, con l'obiettivo di intercettare nuovi interessanti segmenti di
clientela, in profonda trasformazione per aspettative e comportamenti di
consumo.
In linea con questa evoluzione, anche alcuni campeggi stanno
mutando il proprio "codice genetico" (tradizionalmente orientato a formule basic e
low cost), in modo da posizionarsi come competitor diretti di alcune tipologie
economiche di alberghi.
Continua a leggere "L'evoluzione dei campeggi in risposta a mercati sempre più articolati" »
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