Fra “oasi del consumo” e “non luoghi”

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Altro consiglio per una buona lettura…

Questo libro mi è stato regalato un po’ di tempo fa e me lo sono proprio gustato.

Di cosa parla?

Dell’Italia, delle nostre particolarità, delle nostre abitudini e stranezze, delle nostre fisse un po’ alienanti e molto nazionalpopolari…

In tutto questo, si parla anche di consumo (e di consumismo). Del resto, come sappiamo bene, i momenti di consumo e i momenti di vita vanno a braccetto…

Ho trovato particolarmente gradevole la parte sugli autogrill come “oasi del consumo“.

Bella la descrizione della “scientificità” con cui questi luoghi del consumo sono allestiti (dalla space allocation, ai percorsi “indotti”, al visual merchandising) e del loro posizionamento come “templi del consumo” (in particolare, degli acquisti d’impulso).

Qui veramente i grandi marchi si possono sbizzarrire con tante piccole astuzie, per spingere a comprare ed a farlo a prezzi assolutamente non bassi.

L’assortimento è poi completato da una serie di prodotti accessori (soprattutto eno-gastronomia), rispetto ai quali, di solito, non sappiamo dire di no. E dai, almeno una volta l’avrete comprata la pasta “buona”, che magari trovate anche al supermercato vicino casa, ma lì, però, sembra che non sia la stessa cosa…

Se, dal punto di vista sociologico, possiamo parlare di veri e propri “non luoghi“, con tutto quanto si può dire e pensare su “concept” di questo tipo, per quanto concerne le aziende si tratta, oltre che di un interessante canale distributivo in più, anche di un bel “laboratorio” dove fare esperimenti e test, relativamente alla comunicazione in store, al pricing, al prodotto.

Se ci avete fatto caso, inoltre, in molte grandi aree di servizio autostradali a fianco all’autogrill (e simili) hanno cominciato a venir fuori punti vendita di vario tipo e di vari marchi, da Valleverde a Levi’s.

Insomma, una frontiera interessante per i markettari e per il resto un po’ inquietante, perchè prodotti e brand tendono a invadere molti dei nostri spazi di vita, per recuperare terreno e visibilità che perdono per il fatto che stiamo di meno in casa, che siamo più attenti (o meno attenti, a seconda dei casi), che, in sostanza, è più difficile “colpirci” attraverso canali e strumenti classici.

Fulvio for Experyentya