Il marketing all’italiana: che potenziale…

Ieri sera mi sono posto l’annoso problema di dove poter andare per sgranocchiare qualcosa di gustoso con amici. Questione ardua…

Solito complicatissimo processo decisionale: tutte le variabili mi erano ben presenti, così come i criteri di scelta. Volevo un posto carino, non troppo convenzionale, che avesse degli elementi di particolarità.

Così, ho passato circa due ore su internet a vagliare le varie ipotesi… Drammatico, deformazione professionale…

Passo rigorosamente in rassegna i vari siti web delle osterie della provincia. Sì, l’idea iniziale era proprio di prediligere le osterie, perché questa categoria di solito riserva autenticità, genuinità, “ricercatezza, pur nella semplicità”. Insomma, quello che alla fine piace al consumatore post-moderno.

Un primo elemento mi è stato subito chiaro: chi non ha un sito web di fronte a consumatori come me – e ce ne sono molti – è sostanzialmente tagliato fuori.

Dal sito internet puoi farti un’idea dell’offerta che ti si prospetta e tutto questo ti semplifica la vita. Mi chiedo quanti posticini carini ho scartato, proprio perchè non disponevo di elementi per valutarli. Quindi, per tutti questi operatori sito web urge!

Mi dico anche questo: proprio in virtù di queste considerazioni, chi realizza siti internet dovrebbe fiondarsi con un’accattivante azione di marketing diretto su queste aziendine, praticando prezzi che non scoraggino. Tanto non si tratta mai di siti complicati e quindi particolarmente costosi. Del resto, a dire il vero, su questo segmento si è fiondata la “nuova Pagine Gialle“, con un’offerta che, però, ad occhio e croce, è un pizzico troppo (non potrebbe essere altrimenti) basic e standardizzata.

Un altro appunto. Delle osterie che avevano il sito, in alcuni casi si trattava di siti poco ordinati, chiari ed efficaci, mentre in altri casi ho notato creatività, ricercatezza di soluzioni particolarmente interessanti e… “un inizio di marketing”…

Dopo serratissime fasi di valutazioni e di confronto con gli amici, ci soffermiamo su due opzioni: entrambi posticini situati in zone collinari, entrambi con un’immagine percepibile abbastanza suggestiva. Leggiamo bene tutti i contenuti dei siti e ci indirizziamo in particolare su uno di essi, monte San Bartolo di Pesaro.

Sito carino, ci incuriosisce. Ci facciamo l’idea di un posto sicuramente alternativo. Mi piace la filosofia che sembra ispirarne la gestione, fatta di passione, creatività e costante tensione alla differenziazione ed alla valorizzazione dell’offerta.

Nel settore ci ho lavorato e lo conosco bene: il fatto che non abbiano menù pre-confezionati e che puntino su poche portare mirate, con una serie di prodotti tipici attentamente scelti sul territorio mi attrae. Dal sito, però, mi immagino un’osteria alternativa, a metà strada fra salottino letterario e cafè metropolitano.

Quando siamo arrivati sul posto abbiamo subito notato il quasi totale disallineamento fra il “mondo” comunicato e ricreato sul sito web e l’atmosfera reale dell’osteria. Per la cronaca, meglio dal vivo. Siamo rimasti molto soddisfatti: si è mangiato bene (diciamo un 7,5 su 10), ma è stato soprattutto l’ambiente a fare la differenza.

Del resto, come risaputo, in questi casi spesso il cliente cerca oltre al cibo (il bene), l’esperienza, fatta di tanti piccoli dettagli emozionali.

Il punto è che mi rendo conto che in questo caso chi realizza i siti, anche quando ha evidenti doti creative, ci mette poco marketing, nel senso che la creatività da sola non basta e va incanalata costantemente in un’ottica di targeting e posizionamento.

Posti come quest’osteria sicuramente campano bene, magari perchè hanno una clientela fidelizzata e/o grazie al passaparola, ma mi chiedo in questo ed in altri casi simili quanto si potrebbe fare in più affinando alcune iniziative di marketing.

D’altra parte, questi sono i casi migliori, perchè l’imprenditore dimostra apertura ed intuizione di molti elementi di marketing. E’ il cosiddetto “marketing all’italiana“, un marketing eccellente nelle idee e nelle intuizioni, ma che spesso si perde nel classico bicchiere d’acqua (1).

Fulvio for Experyentya

(1) G. Ferrero e F. Fortezza, Importanza ed elementi di criticità del marketing strategico nelle PMI, in “Piccola Impresa/Small Business”, n. 2 2007