Il marketing personalissimo del “sig. Ryanair”

Abbiamo già parlato di un imprenditore e personaggio vulcanico come Richard Branson (Virgin), che ha creato un impero a propria immagine e somiglianza, con evidenti riflessi anche sull’approccio di marketing adottato, ad esempio nel business del trasporto passeggeri.

Oggi è la volta di Ryanair.

Anche in questo caso, ci troviamo di fronte ad un imprenditore onnipresente e dirompente, nel bene e nel male.

Ma lo sapevate che…

  • un candidato pilota deve pagare 50€ per sottoporre il suo cv all’attenzione dell’ufficio del personale?
  • ogni anno i dipendenti devono versare una quota di 350€ per l’utilizzo delle divise?
  • ogni neo-assunto deve versare 1.650€ per ricevere la formazione iniziale?

    Almeno sui generis come situazione, no?
    Be’, parliamo di una Compagnia che:

  • nel 2010 ha fatto viaggiare 73 milioni di persone;
  • copre 940 rotte;
  • ha in dotazione 254 Boeing;
  • nel 2009 ha raggiunto un utile di 318 milioni di euro.

    Non so, forse solo adottando misure così drastiche si può rimanere in piedi (e fare quei profitti) in un mercato – quello dei voli low-cost – che ha messo in seria difficoltà molti altri.
    Personalmente, non so quanto futuro possa realmente avere la formula messa in piedi dal “padre padrone” O’Leary, personaggio che ha un patrimonio di circa 636 milioni di euro, ma che porta in dote soprattutto una capacità innata di tirarne fuori sempre una dal cilindro, nella maggior parte dei casi destando polemiche.

    Alcune uscite del funambolico “capoccia”?

“Non me ne frega una mazza se non piaccio a nessuno”
“Ci sono dei bastardi che hanno speso 30€ e ne vogliono indietro 3.000” (dopo il blocco dei voli causato dal Vulcano, la scorsa estate…)
“I clienti europei sarebbero disposti a strisciare nudi sui vetri rotti pur di ottenere biglietti a buon mercato”
“Gli agenti di viaggio sono totalmente inutili; andrebbero fucilati”
Sto pensando di far stampare la mia faccia sulla carta igienica della toilette di bordo. Utilizzabile a pagamento, ovviamente”
“Il secondo pilota? Vada a servire panini” 

Insomma, ce n’é che ce n’é…

Ma attenzione, perché molti ritengono siano affermazioni volutamente dirompenti, per generare buzz e risparmiare sui costi di comunicazione.

Se fosse così, ci permettiamo di segnalare a Mr O’Leary che forse è bene non tirare troppo la corda, per quanto il beneficio che la sua Compagnia offre alla clientela sia prevalentemente frutto dei prezzi bassi.

Fulvio for Experyentya