La cura del verde come momento rigenerante

C’è chi ha l’orticello, chi qualche piantina, chi quasi un vivaio.

In generale, la cura del verde sembra aver guadagnato nel corso degli anni un posto sempre più importante nel cuore degli Italiani, come alternativa per occupare il proprio tempo libero in modo rilassante e rigenerante.

Alla base di tutto c’é probabilmente la soddisfazione nel veder crescere qualcosa che si è curato con le proprie mani (non dimentichiamoci anche dell’esplosione sul web di Farmville), che poi può essere anche bello da vedere.

Il punto, però, è che si tratta di un passatempo che di tempo ne richiede, ma richiede soprattutto costanza, quindi passione.

Ecco, quindi, che in questo mercato le imprese possono dividere i propri sforzi fra i più “tecnici”, preparati ed ortodossi e quelli più svogliati o meno “fondamentalisti”, che possono recepire di buon grado innovazioni in grado di semplificargli la vita e fargli risparmiare tempo.

Può allora essere utile tratteggiare i profili di clientela esistenti in questo mercato (1):

A) gli  “Appassionati“: vivono la cura del loro giardinetto come una “sfida“. Ogni pianta a cui dedicano le proprie attenzioni deve diventare bella, rigogliosa e sana. Si documentano accuratamente, scambiano informazioni ed opinioni con parenti, amici, conoscenti. Cercano prevalentemente prodotti naturali;

B) gli “Estetizzanti“: si dedicano soprattutto alle composizioni armoniose. Cercano specie e decori in linea con lo stile dell’abitazione;

C) i “Contemplativi“: amano le piante, ma solo da guardare, perchè sono tendenzialmente poco attenti, fino al punto di dimenticarsi anche di annaffiarle. Cercano di delegare ad altri la “manutenzione del verde”, finanche (quando possono permetterselo) a figure professionali, come vivaisti o giardinieri.Un altro mercato in crescita, affascinante, sfaccettato.

Fulvio for Experyentya

(1) M. Chiabrando, “Benessere, svago, relax: il pollice del consumatore é sempre più verde”, Mark Up, ottobre 2010.