Lady Gaga, nuova puntata sul “marketing del personaggio”

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Se abbiamo parlato del “gattone rosa“, mi sembra più che giusto, per par condicio, parlare anche di Lady Gaga

Qui, a dire il vero, si intrecciano considerazioni sul “marketing del personaggio” (leggi qui e qui), sul “personal branding“, sul marketing artistico e musicale, con riferimento ad un personaggio che sa fondere evidenti doti artistiche (non riconducibili solo alle buone doti canore) con un’evidente attitudine alla comunicazione.

Sarà molto contenta la sua Casa Discografica, che si trova in portafoglio un’artista (ma anche un brand) che genera entrate secondo molte fonti, dove la vendita dei cd o dei singoli brani è forse la meno rilevante, o comunque non la primaria.

Si tratta di un caso interessante anche perchè i fan della “Gaga” sono veri e propri “apostoli” (fatto 100 quelli che l’ascoltano o che sono in target per i suoi concerti e cd, la % di apostoli credo sia elevatissima), ovvero veri e propri “ambasciatori” del loro idolo.

Quando si arriva ad un traguardo di questo tipo, è evidente che si combatta nel modo più efficace possibile il problema della pirateria, nel senso che quando arrivi a posizionarti in questo modo e ad entrare in modo così deciso nel cuore della gente, sarà un piacere ed un “dovere sentito” avere in casa (ma anche regalare) oggetti ufficiali del “mondo Gaga”, da conservare ed ostentare come “feticci”. Non fa una piega…

Poi c’è anche da dire un’altra cosa: quando coltivi il tuo brand in questo modo, diventi molto appetibile anche per una serie di brand partner, che vogliano caratterizzarsi tramite il link con il tuo mondo, o semplicemente potenziare la propria visibilità. Da qui i molti placement nei video (esercitatevi!) dell’eclettica cantante, di cui abbiamo più volte parlato nel Lab.

Sono occasioni in cui i brand “ospitati” possono godere di una interessantissima cassa di risonanza, sia sul web, sia in tutti gli altri canali in cui transitano le clip. Mica male… e sono altri soldi…

Proprio sul Lab, avevamo sottolineato come vi fosse strutturazione e coerenza nella gestione della comunicazione da parte dello staff della cantate, al punto che su YouTube c’è un vero e proprio spazio dedicato al “mondo gaga (in realtà sta diventando una prassi comune).

Ma ragioniamo un po’ sulle chiavi del successo di questa giovane istrionica artista:

  • non è bellissima (non allontana, creando un modello irrangiungibile), ma sa essere molto sicura di sé ed a molti risulta sensuale. Peraltro, nel suo primo concerto in Italia, quello di Torino del 9 novembre scorso, si è presentata con qualche chilo in più, sottolineando come (richiamando sagacemente le sue origini italiane) “nella sua famiglia la donna deve avere un bel sedere (inteso come corposo) e delle curve“, allontanando, così, secondo me in modo ampiamente premeditato, qualche critica che da qualche tempo le stava piombando addosso a causa della sua eccessiva magrezza, essendo un simbolo per molte ragazzine. Logica di Posizionamento…;
  • va contro gli schemi, dimostrando coraggio, e si schiera dalla parte del mondo dei giovani e del popolo gay, di cui è un’icona, ma senza allontanare gli altri. Logica di Segmentazione…;
  • come dicevamo, cura bene – in modo integrato e coordinato – le varie iniziative di comunicazione che la riguardano, con particolare attenzione alle logiche di Branding. E’ emblematico un fatto: nel concerto di Torino cui ho fatto cenno in precedenza non è stato concesso alle telecamere dei media di entrare e di effettuare riprese, nemmeno per i classici 3 minuti che sembra vengano concessi da prassi in questi casi. Perché farlo? Per alimentare ulteriormente il “mito“, per potenziare un’immagine di marca assolutamente distintiva, per cementare ulteriormente il rapporto – anche dal punto di vista simbolico – con i propri “clienti apostoli“, facendoli sentire unici e speciali, perchè esclusivi destinatari dell’esperienza del concerto. Ecco che anche la logica esperienziale ha il suo peso nel “gaga marketing“. Mi sembra vi dedichi un’attenzione “raffinata”.Cosa aspettarci?

    Beh, sicuramente fenomeni di “stretching“, con la creazione di una serie di prodotti brandizzati da immettere sul mercato per fare felici i fan, ma anche casi sempre più frequenti di co-marketing con brand che vogliano mutuare un po’ di trasgressività e apparente non linearità (connotato che rompe gli schemi) da questo variopinto “mondo gaga“.

    Fulvio for Experyentya