“Voglio vivere così…” Da manuale!

Ok, il nostro blog sta diventando un po’ un ebook di Product Placement, ma come si fa a non parlare di casi così tosti???

Avete mai visto il programma Tv “Voglio vivere così“, in onda su Cielo? Beh, dopo “Com’é bello far l’amore“, questo è un altro caso top, decisamente.

Di cosa si tratta?

E’ un programma – devo dire molto piacevole – che racconta di storie di vita, di persone e di luoghi.
Ogni puntata racconta il cambio di vita di persone comuni, che ad un certo punto decidono di
“rallentare”, riappropriandosi delle proprie giornate, per (ri)diventare pieni artefici del proprio destino…

In realtà, di solito si tratta di persone che si lasciano alle spalle un lavoro tendenzialmente importante o qualificato, un buon reddito (partendo da un livello socioculturale medio-alto), ma anche una vita molto, ma molto “tirata”, farcita di stress, vissuta in luoghi che spesso finiscono per essere dei “non luoghi“.

Folgorati dall’illuminazione, secondo la logica “vivi, non sopravvivere”, i protagonisti delle storie raccontate mollano tutto e si trasferiscono in luoghi anche molto lontani da quello in cui per molti anni hanno vissuto e lavorato, cambiando abitudini, stile di vita, rete di relazioni, lavoro.

Focalizziamo alcuni aspetti:

  • molti protagonisti delle storie raccontate vengono dall’estero e spesso si tratta di tedeschi. mmm, che si tratti in un target particolarmente interessante per determinate soluzioni immobiliari in Italia???
  • i luoghi “raccontati” non sono mai località particolarmente conosciute (e su questo dopo faremo un’altra riflessione), ma molto affascinanti, o almeno così tendono a diventare con il “racconto” che se ne fa, che – è innegabile – crea valore percepito (ricordate il caso “Agrodolce“?). Anche questo non è irrilevante, soprattutto se lo raccordiamo alla riflessione precedente sul target… Quale migliore “vetrina” per proporre soluzioni immobiliari particolari (magari difficilmente vendibili), se non un “contesto di intrattenimento“, dove luoghi e spazi vengono “svelati” un po’ alla volta, non in modo “commerciale”?
  • di solito queste persone trovano in loco il modo di realizzare i loro desideri lavorativi (molti diventano imprenditori, magari rispolverando un vecchio sogno nel cassetto) e danno vita alla casa dei loro sogni, di solito recuperando immobili pre-esistendi, che vengono personalizzati, ma soprattutto riconcepiti in chiave eco-sostenibile, con estrema attenzione anche alle possibilità di riuso e valorizzazione di oggetti pre-esistenti e materiali di scarto. Tutto questo si inserisce nell’ambito dei nuovi temi e valori emergenti nell’attuale società e identificano – di nuovo – un certo identikit di persone, che vogliono vivere all’insegna di libertà (di scelta), autenticità, gusto (non ostentato), sostenibilità (anche eco-chic).In tutto questo, abbiamo un Product Placement Territoriale “di rimando”, visto che, come dicevo, i luoghi vengono svelati, in modo estremamente piacevole.Ciò è però strumentale al Product Placement “attivo”, targato Casa.it, portale dell’immobiliare che figura sia sul sito della trasmissione che nel corso della stessa, ma, nonostante questo, non dà fastidio.

    Infatti, non si ha la sensazione di essere di fronte ad un “commercial” e il brand non disturba, anzi, tende a risultare serio, competente, affidabile, con un evidente beneficio in termini di posizionamento.

    Già, perchè le storie raccontate “reggono”, sono interessanti ed “aprono un mondo”, suscitando, di certo, gli “appetiti” di molti e risvegliando gli istinti di altri.

    Bell’operazione di marketing creativo, quindi, o laterale, non convenzionale; chiamatelo come preferite. Interessante anche notare come non sia la prima operazione di questo tipo ad opera di questo brand (strategia integrata).

    Ricordate “gli sgami della nonna“? Lì si era andati sul virale, viaggiando, però, su un target diverso.


Per chiudere, è interessante sottolineare come si stiano facendo largo trasmissioni e canali Tv molto orientati sul life-style (almeno, la scelta del tema della tesi di laurea a suo tempo non fu sbagliata :), per raccontare ambiti di vita (dalla cucina alle professioni, dalla casa al tempo libero) che sappiano stimolare impeti, passioni e, magari, far sognare un po’. Interessante.

Fulvio for Experyentya