Fare marketing conviene?

Oggi voglio segnalarvi un libro interessante, che ho avuto modo di leggere ultimamente per il mio corso. Lo vedete in copertina (referenza spontanea e gratuita!).

Sì, voglio che i ragazzi apprendano le nozioni di marketing con un occhio attento, equilibrato e critico.

Il marketing è una disciplina meravigliosa, affascinante, che può dare molto alle imprese, ma che va capita, fino in fondo, e va trattata in modo unitario, o meglio, coerente ed integrato, con le altre “sfere” aziendali, come la produzione, gli approvvigionamenti, la logistica, la GRU e la finanza.

Proprio sul rapporto fra marketing e finanza si snocciola il testo che vi segnalo.

Ripeto, questa non è pubblicità, ma semplice condivisione di input e conoscenze con chi ha deciso e deciderà di seguirci nel nostro cammino di riflessione e sperimentazione sul marketing.

Questo libro sottolinea in modo chiaro i seguenti aspetti:
– di marketing se ne fa ancora poco, non solo in Italia;
– il marketing è una “cosa” seria, ma va capito;
– chi lavora nel marketing ha una grossa “responsabilità”, perchè deve “guidare” l’impresa sul mercato, ma non dev’essere miope, ottuso ed autoreferenziale, aprendosi invece al dialogo con soggetti-chiave esterni all’impresa e, ancor prima, con soggetti interni all’impresa, come chi si occupa della “cassa”;
– non può esservi nessuna iniziativa di marketing pienamente soddisfacente senza una preventiva definizione di oculati budget ed un’attenta ed equilibrata attività di reperimento delle “migliori” fonti di finanziamento;
– i risultati del marketing vanno valutati non solo dal punto di vista qualitativo, ma anche dal punto di vista quantitativo e, nella fattispecie, economico-finanziario.

Pesare e misurare i ritorni ed i presupposti delle campagne di marketing dal punto di vista economico-finanziario è fondamentale per ottimizzare i processi d’impresa e, a monte, per garantire l’allocazione delle risorse.

Ricordiamoci che i clienti devono essere pienamente soddisfatti, ma devono esserlo anche i portatori di capitali. Il circolo, in tal senso, deve essere virtuoso ed autoalimentare la proattività e l’efficacia sul mercato dell’impresa.

Tutto questo applicato al contesto delle PMI italiane significa molto. Di diffidenza e “paura” verso il marketing ce n’è molta, almeno quanto il bisogno di capirne le logiche e di implementarne le strumentazioni. E’ tutto giusto, i piccoli imprenditori vanno motivati e rassicurati sulle “promesse” del marketing e nulla può aiutare di più, in tal senso, di una chiara misurazione dei risvolti delle azioni di marketing in termini di “cassa”.

Fulvio for Experyentya