La trasparenza: un’arma a doppio taglio

Con l’avvento delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, una fascia sempre più ampia di consumatori si scambia idee, pareri, confronta prezzi e acquisisce dal Web (quasi)  tutte le informazioni di cui ha bisogno.

Insomma, mai come ora le scelte di acquisto dei consumatori sono influenzate da questo nuovo modo di comunicare, che rende tutto trasparente.
Basti pensare a siti che permettono il confronto immediato dei prezzi dei più svariati prodotti (ShopzillaPricegrabbersShopping.coms,  lensprice.co) e a siti come flyertalk, igougo.comTripAdvisor, che nascono per permettere ai consumatori di tutto il mondo di scambiarsi informazioni e consigli.

La trasparenza può costituire, quindi, un’importante opportunità per le aziende, che hanno ora la possibilità di ascoltare i consumatori e trarre spunto dalle loro idee per migliorare l’offerta (come nel caso “Fiat500”). Inoltre, esse possono invitare i consumatori ad esprimere idee su varie tematiche, per comprendere appieno il loro mondo e/o per fidelizzarli.

Bisogna però rendersi conto che la trasparenza non gioca solo a favore delle aziende, come abbiamo appena visto, ma anche, potenzialmente, a loro sfavore: aumentano, difatti, i siti che monitorano e rendono noti al pubblico comportamenti aziendali illegali o non rispettosi di valori etici e sociali.

I consumatori, infatti, grazie alla trasparenza, possono conoscere meglio le aziende, essere più consapevoli e informati sui fatti e, aggregandosi, stilare “liste nere” e “liste bianche”.

Così come nascono migliaia di nuovi blog e siti dedicati a rintracciare (e promuovere) le eccellenze del mercato, dalla moda (ad esempio The Coolhunter), agli hotel e ristoranti (Gridskipper, Superfuture), all’elettronica (GizmodoEngadget), così nascono anche siti che classificano le “peggiori imprese” del mondo (corpwatch.org, multinationalmonitor.org, alternet.org, boycott ), invitando al boicottaggio: Cleanclothes.org, ad esempio, ammonisce la Benetton per comportamenti  poco etici e circola il malcontento, nei siti e nei blog,  per una Fiat500 prodotta in Polonia … (solomotori.it, la repubblica.it , blogosfere.itminimarketing.it).

In un mondo trasparente, sia per le aziende che per i consumatori, diventa necessario aggiustare immediatamente quello che non va bene, esponendo agli occhi di tutti il problema e l’impegno per la sua risoluzione.

Affinché la trasparenza giochi a favore dell’azienda, quest’ultima deve incominciare a dialogare sistematicamente con consumatori e dipendenti, offrendo loro strumenti per esprimere e condividere esperienze, giudizi e pareri, magari anche pubblicandoli (tutti!) sul proprio sito aziendale.

Insomma: un grande e continuo esercizio di apprendimento, trasparente.

Roberta for Experyentya