Plastic free: una necessità che crea opportunità.

Siamo nell’era del plastic free. Lo sappiamo, lo vediamo.

E’ il nuovo tormentone, sui social, sui media più classici, sul mercato. Certo, avremmo potuto svegliarci tutti prima, ma ora che qualcosa vada fatto è sotto gli occhi di tutti.

Di immagini shock ne girano tante e cresce il popolo di coloro che non sono più disposti ad accettare un mondo così.

plastica-mare-444136.660x368Intanto nel novembre 2018 è stata emanata una Direttiva dell’Unione Europea che mette al bando la plastica monouso, che rappresenta, poi, il 50% della plastica rinvenuta in mare.

Certo, adesso bisogna vedere come e quando tutto andrà a regime, ma è un primo importante passo.

E in Italia come va? Beh, produciamo e “consumiamo” davvero un sacco di plastica: ogni anno, ben 7 milioni di tonnellate!

A fronte di questo, c’é chi dice no, come diceva Vasco, e ne fa anche un’opportunità di business.

Oggi raccontiamo la storia di un locale smartissimo di Milano, la Santeria*.santeria-paladini-milan-690x459

 

 

 

 

 

 

 

 

“Abbiamo fatto il conto di tutta la plastica che utilizzavamo ogni anno, dice l’amministratore unico del locale. 50.000 cannucce, 50.000 bottigliette d’acqua, 200.000 bicchieri di plastica. Troppo!

E allora cosa abbiamo fatto?

I cocktail si possono bere dal bicchiere. La cannuccia non è poi così importante. Le bottigliette d’acqua le abbiamo sostituite con lattine 100% riciclabili.

Ma senza dimenticare che c’é anche l’“acqua del Sindaco”, che è gratuita. In tal senso, abbiamo realizzato delle borracce con il nostro logo, che i clienti possono riempirsi autonomamente, riutilizzandole infinite volte.

I bicchieri di plastica li abbiamo sostituiti con quelli ottenuti dall’amido di mais, che vanno nel compostabile.

Come abbiamo fatto a coprire i maggiori costi che tutto ciò comporta?

E’ chiaro che ad oggi le alternative “eco” costano di più, ma si può fare… Ci vuole un pizzico di ingegno e di proattività.

Ad esempio noi ci siamo rivolti ai nostri fornitori del beverage, che ci hanno supportato con sponsorizzazioni più laute (è chiaro che anche loro, così, abbiano un ritorno di immagine; sono stati lungimiranti).

Abbiamo poi aumentato il coperto da 1€ a 1,50€, spiegando ai nostri clienti le motivazioni e chiarendo che però non avrebbero dovuto pagare l’acqua.”

Bella storia, questa. L’ennesimo esempio di micromarketing vincente.

Sì, perchè per fare un marketing all’avanguardia non bisogna essere per forza un global player. Anzi, spesso, i piccoli riescono a essere incredibilmente più smart (pur nella semplicità delle loro azioni) e soprattutto veloci e flessibili.

Il prossimo futuro sarà sempre più così e richiederà di tradurre apparenti difficili “cambi di prospettiva” in opportunità da cavalcare in modo consapevole e proattivo.

Fulvio x Experyentya

*Fonte: Millionaire, giugno 2019.