Social Media Tips: come muoversi nell’universo dei social. Fra corsi e letture, a ciascuno il suo!

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Se pensavi che saper usare i social per postare foto e scambiare opinioni con gli amici ti facesse diventare un/a mago/a del digital marketing… ti consiglio di cambiare subito opinione!

Già, perché parliamo di un mestiere vero e proprio, che richiede…  studio, studio, ancora studio e poi… duro lavoro!!!

Il Social Media Expert è un professionista dell’utilizzo dei Social (e non solo), con competenze ampie e trasversali, tantissima curiosità, tanta velocità di pensiero e flessibilità.

Il suo compito è di contribuire ad incrementare le performance aziendali agendo su specifiche leve, che sono anche paroline magiche, oggi note a molti:

  • brand awareness (“quanti conoscono il brand”)
  • brand reputation (“che cosa si dice del brand”)
  • engagement (“quanto il brand scalda i cuori”)
  • conversione (“i risultati raggiunti in termini di vendite e fidelizzazione”)

Tutto questo grazie all’impostazione di una strategia social, la definizione del corretto “tono di voce” e la preparazione di un piano editoriale.

“L’esperto dei Social” deve anche sapere quando è opportuno fare Real Time Marketing (oltre che come farlo, ovviamente) e come gestire critiche e – soprattutto – situazioni di crisi, evitando i cosiddetti “epic fail” (ricordate il chiacchieratissimo post di Melegatti?).

melegatti-post-facebookIn termini davvero molto semplici, il Social Media Expert:

  • sa scrivere molto bene e conosce i meccanismi-chiave dell’adesione e della partecipazione on-line;
  • conosce peculiarità, pro e contro di tutti i social, sapendo bene cosa fa al caso di chi e cosa no;
  • conosce le potenzialità degli analytics dei vari social (ad esempio, gli Insights di Fb) e sa come metterle a frutto;
  • conosce tutti i tool per promuovere i contenuti e come tararli verso pubblici specifici, riducendo al minimo il rischio di “effetto spam”.

Avrai compreso che è essenziale avere una solida preparazione, meglio in comunicazione e marketing, perché le basi servono, eccome.

Alcuni libri per prepararti a quest’avventura?

Beh, ce ne sono moltissimi, ma voglio indirizzarti su dei grandi temi-chiave, anziché specifici tecnicismi:

Le armi della persuasione: Robert Cialdini lo ha scritto nel 1984, dopo anni di studi che ha condotto immergendosi attivamente nel mondo dei professionisti della persuasione, come venditori, esattori, pubblicitari.
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Secondo Cialdini, sebbene esistano migliaia di tattiche diverse che gli specialisti usano per ottenere ciò che vogliono, la maggior parte rientra in sei categorie base: le 6 armi della persuasione.

Si tratta di leve che se usate nel modo giusto possono orientare il comportamento umano.

Una volta letto questo libro capirai quanto queste leve possano essere centrali nel social media marketing, ma poi a te il compito di usare queste armi “nel verso giusto”!

Neuromarketing: in modo simile, Martin Lindstrom ci spiega come funzionano le logiche di influenza dei processi percettivi e decisionali, con particolare riferimento alle scelte di consumo.

neurLa parola immaginata” di Annamaria Testa e “Il mestiere di scriveredi Luisa Carrada sono due testi davvero molto efficaci sul tema della creazione dei contenuti, soprattutto testuali.

Dopo averli letti capirai che cosa significhi davvero “scrivere bene per il web”.

parolacarraSe invece sei interessato a tecnicismi più specifici, ti consiglio di seguire alcuni blog fatti davvero bene, che rappresentano una fonte di sapere di qualità e dinamica.

Si sa, il mondo dei social cambia in continuazione e non permette di codificare un sapere immutabile nel tempo.

Anche il miglior manuale specializzato rischia di diventare obsoleto in pochissimo tempo.

Si pensi all’introduzione di nuove funzionalità da parte dei vari social o alla modifica degli algoritmi di interazione, che può provocare un radicale e repentino cambiamento nella visibilità dei post.

Bisogna stare sempre sul pezzo, quindi, e farlo con fonti “mobili”, che seguano il flusso di un mondo che evolve davvero in modo supersonico.

Qualche esempio di blog particolarmente valido?

Beh, ce ne sono tanti. Prova a dare un’occhiata a:

E i Corsi online?

Ci sono davvero tantissime opportunità per imparare i trucchi del mestiere. Corsi di tutti i tipi e per tutte le tasche. Mettiamo un po’ d’ordine!

I Corsi possono essere:

  1. ad apprendimento passivo: puoi seguire delle video-lezioni, ma senza poter interagire con il docente. Sono corsi pre-registrati, che, in quanto tali, hanno il vantaggio di poter essere seguiti in qualsiasi momento della giornata (o della notte!), senza vincolo di tempo;
  2. ad apprendimento attivo: puoi seguire le lezioni su una piattaforma dedicata e in tempo reale anche su un gruppo chiuso Facebook, dove puoi quindi interagire sia con la Community sia con il formatore;
  3. ad apprendimento misto: puoi seguire le lezioni videoregistrate, ma puoi anche interagire con una Community molto attiva, di solito sempre su un gruppo chiuso Facebook.

Diciamo che tutti i player del mercato hanno capito che avere una community forte è un asset di grande valore, che crea maggiore soddisfazione per l’utente sia per la possibilità che gli si offre di imparare più cose sia per l’“effetto tribù” che si genera e che porta poi a un consistente passaparola positivo.

Una overview dei Corsi che ritengo più interessanti?

Anche qui c’è davvero tantissimo, ma giusto per darti un’idea:

Ninjacademy
Cosa mi piace: una scelta ampia di corsi che permettono di perfezionarsi verticalmente su argomenti specifici.
Prezzi: da 247€ in su.
Da segnalare: la possibilità di interagire con i docenti e la partecipazione al gruppo chiuso FB.

Learnn, di Luca Mastella
Cosa mi piace: la possibilità di fruizione sia da desktop che da App dedicata. La piattaforma è un ecosistema dove interagire anche con altri utenti, ricevere offerte di lavoro e scambiare consigli.
Prezzi: 9,99€ al mese, con la possibilità di abbonamento annuale.
Da segnalare: l’iniziativa Impact x Uni per gli studenti universitari, al costo di 1 euro al mese.

Social Media Training, di Luca La Mesa
Cosa mi piace: una volta superato l’esame finale si entra in una mailing list dedicata, per ricevere offerte di lavoro di aziende selezionate.
Prezzi: al momento del lancio il costo è di 97,60€ per singolo corso, poi si possono acquistare più “stagioni” (corsi di vari livelli) con sconti specifici.
Da segnalare: la Community è molto attiva e permette scambi di informazioni e confronti. Non si possono postare propri post, ma solo interagire con quelli del docente sul gruppo chiuso FB.

Marketers, di Dario Vignali
Cosa mi piace: iscrivendosi a un corso si ha accesso a tutti i gruppi chiusi su FB con la possibilità di seguire i post dei vari docenti/studenti più esperti.
Prezzi: variabili, dal corso base, che parte da 20€ (“Jetpack”) fino a 1.797€ per l’ultimo nato “Business Genetics”.
Da segnalare: i corsi aprono solo in alcuni periodi dell’anno, con la possibilità di scriversi alla lista d’attesa se non si è riusciti ad acquistare.

Start2impact
Cosa mi piace: è una piattaforma che ha una visione “nativa” del mondo digitale e che offre 36 corsi mirati.
Prezzi: hanno scelto la formula ad abbonamento a 497€ all’anno.
Da segnalare: la piattaforma presenta al suo interno un vero e proprio job market dove più di 200 start up, agenzie e grandi aziende pubblicano offerte di lavoro per trovare per esempio figure junior in Digital Marketing, Ux/Ui Design, Sviluppo Web e App, Data Science e Blockchain.

Se poi non hai problemi con l’inglese ci sono piattaforme internazionali che offrono corsi gratuiti molto interessanti, anche con la possibilità di ottenere certificazioni (a pagamento), come ad esempio:

In conclusione, la domanda che potresti fare ora è: perché frequentare l’Università se posso seguire corsi online e catapultarmi direttamente nel mondo del lavoro?

Posso capirlo, ma non dimenticare che l’Università offre una base fondamentale per prepararti su argomenti macro che saranno molto importanti in un prossimo futuro, dove la differenza la farà, fra le altre cose, la capacità di interpretare e leggere la complessità.

Che poi le Università debbano evolvere verso nuovi orizzonti, soprattutto in alcuni ambiti disciplinari, è fuori discussione, ma so che su questo troverete presto sul blog un post ad hoc! 🙂

Stay tuned!

Silvia Beccari (Filosofa Digitale) x Experyentya