ZERO RELATIVO: baratto di oggetti, ma soprattutto condivisione di valori

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Chi ci legge sa che tra le nostre “fisse” c’è il tema dell'”economia della felicità“, che trova riscontro ormai in tantissimi filoni:

In quest’ambito, ci piace raccontarvi di una bella esperienza pesarese: Zerorelativo, una community
on-line di baratto, prestito e dono
.

Di questo caso avevamo già accennato diverso tempo fa, ma ora vorremmo aggiungere altri elementi, visto che abbiamo il piacere di collaborare da un po’ di tempo con il fondatore, Paolo Severi.

Il Progetto nasce nel 2006, dalla passione di Paolo per lo scambio di oggetti: lo “Zero” di Zero Relativo (ZR) indica il valore di tante cose che vengono considerate oramai inutili, ma che è “Relativo“, perché ognuno, attraverso il baratto, può riattribuire ad ogni oggetto un valore personale.

E dopo quattro anni, i numeri sviluppati non sono niente male:

  • + di 12.000 iscritti al sito (a maggio 2010);
  • oltre 33.800 annunci di baratto, prestito e doni attivi sul sito (a maggio 2010);
  • 21.977 scambi effettuati, per una media di circa 39 transazioni al giorno (da ottobre 2008 a maggio 2010);
  • oltre 1.300.000 pagine visitate nel mese di maggio 2010.

    Anche la visibilità dell’iniziativa è di tutto rispetto, con una presenza in molti dei principali media nazionali (Tg1, Tg5, Ballarò, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore) e vari riconoscimenti da parte di Enti ed Istituzioni Pubbliche (Comune di Venezia, Legambiente, Fai), soprattutto per l’impatto “educativo” del progetto sulla promozione del riuso dei beni.

Il funzionamento del sito è molto semplice ed intuitivo:

  • un’area è riservata al prestito di oggetti nella propria città;
  • un’altra agli annunci di baratto e di donazione;
  • una terza contiene una serie di informazioni dettagliate su cos’è il baratto, come funziona lo scambio sul sito ed una serie di consigli e di indicazioni pratiche per rendere il proprio annuncio efficace e lo scambio sicuro.

    Inoltre, ciascun utente può compilare la propria lista “degli oggetti dei desideri” e può ricercare nel sito un determinato oggetto.

    Esiste poi un meccanismo di feed-back, per cui è possibile esprimere un giudizio sugli scambi effettuati da ciascun utente.

    Tra i beni scambiati c’è un po’ di tutto: vestiti, borse, oggettistica, prodotti di bellezza, vestiti e accessori per bambini, libri, cd, bigiotteria, materiale elettronico, cibo autoprodotto.

    Se poi spulciate un po’ di più potete trovare davvero delle chicche: libri in cambio di reggiseni o di punti del Mulino Bianco, siti web offerti a strutture turistiche in cambio di soggiorni di vacanza, un cotechino per una crema per le mani e la lista potrebbe continuare quasi all’infinito…

    Il coinvolgimento degli utenti sta ricevendo poi un’importante spinta dal blog di ZR, molto partecipato, che propone discussioni a 360 gradi su etica, sostenibilità ambientale e sociale.

    Anche questo aspetto sta facendo sì che oggi ZR da sito di baratto on-line stia gradualmente evolvendo verso un vero e proprio punto di riferimento per coloro che si rispecchiano in stili di vita consapevoli, che prestano attenzione all’impatto sociale delle proprie scelte di consumo, che sono orientati alla condivisione e all’apertura e che vogliono contribuire a dare nuovo valore alle cose ed alle interazioni con le persone.

    Le principali problematiche di ZR sono comuni a qualsiasi iniziativa no-profit: principalmente trovare fonti di finanziamento che permettano di sostenere l’iniziativa (e farla crescere nel tempo) senza “svenderla” al mercato, rischiando di snaturare la portata (etico-sociale) della propria mission.

    Pensiamo, ad esempio, al caso di Tyranny Book, un social network gestito da Amnesty International e finalizzato a sfruttare il web per seguire da vicino le nefandezze dei dittatori di tutto il mondo.

    Il progetto attualmente è in stand-by, in quanto le limitate risorse tecniche e di personale a disposizione non consentono di far fronte alla grande popolarità che sta riscuotendo l’iniziativa.

    Per questo, la nostra principale sfida per il futuro di ZR é di contribuire a creare un “sistema” attorno a questo progetto, in grado di aggregare partner, finanziatori ed utenti che condividano una comune visione del mondo, dell’etica, del modo di relazionarsi con gli altri.

    Per noi, quindi, questa collaborazione è motivo di orgoglio ed è di certo rassicurante vedere che grazie ad iniziative di questo tipo (non dimentichiamoci di Critical City, gestito dal nostro amico Augusto Pirovano) il cambiamento pian piano, anche se in frammenti di società e di mercato, si riesce a produrre realmente.

    Fabio Valerio for Experyentya