Alcune riflessioni sull’offerta dei cinema e sul marketing cinematografico

Giovedì scorso è stata “la giornata del cinema” e ci si poteva gustare qualsiasi film (in 2.000 cinema selezionati) ad un solo euro.

L’ho scoperto per caso. Pioveva intensamente e cercavo un’alternativa per trascorrere una serata con gli amici. Così, ci siamo organizzati e siamo andati a vedere questo benedetto film di Verdone, di cui tutti parlavano.

Da lì, sono scaturite alcune riflessioni, in ordine sparso…

1) da quello che ho notato, in pochissimi sapevano dell’iniziativa, evidentemente mal-comunicata. Siamo un po’ alle solite: si organizzano delle cose, poi si lasciano un po’ al caso. Come va va… Mi chiedo: ma qual era l’obiettivo di questa iniziativa? in quanti modi alternativi si poteva promuovere la cosa? Rimango perplesso…

2) il film di Verdone è stato veramente una delusione: lui che ricicla personaggi fortunati del passato, ma in modo veramente banale e scontato, il film, secondo il cliché ormai caro a De Laurentis, pieno di un evidente (troppo evidente) product placement (Bulgari, Alviero Martini, ecc). Il 90% della sala, però, rideva a crepapelle e questo mi ha fatto riflettere su quanto ampio e succulento sia un certo tipo di target per una molteplicità di prodotti, brand e messaggi;

3) anche di fronte allo sviluppo dell’home entartainment, in tutte le sue forme, andare al cinema rimane un’opzione di indubbio fascino per trascorrere il tempo libero, per vari motivi, riconducibili tutti al fatto che vai a vivere un’esperienza. Partendo da questo presupposto, però, chi “progetta l’esperienza” dovrebbe farlo in modo consapevole, cercando di curare tutti gli aspetti (anche dettagli) che possono trasformare quel paio d’ore in un “momento piacevole, che ti farà stare meglio”. Non riscontro ancora questa logica, se non in rari casi.

Voi cosa ne pensate?

Fulvio for Experyentya