Gli eventi creano valore per il Territorio? Facciamo due conti spiccioli

Abbiamo parlato più volte del possibile ruolo degli eventi rispetto alla Brand Equity del Territorio (1).

Tradotto: cosa possono fare gli eventi in termini di creazione di valore (percepito) per i possibili “clienti del territorio” e, di conseguenza, per i player economici del territorio?

Dopo una serie di post più concettuali, cerchiamo di tradurre il tutto in soldoni.

Qualche giorno fa sono stato a Gradara, località incantevole a cavallo fra le colline marchigiane e la Romagna.

Il luogo è di per sé suggestivo, ma, a differenza di molti altri casi dove le buone occasioni vengono regolarmente sprecate, qui il Territorio viene “incrementato di valore” con la messa a punto di una serie di plus (servizi e “attivatori di esperienze”), che vanno a configurare un vero e proprio “sistema esperienziale d’offerta” (2), declinato su una clientela turistica non solo italiana e non costituita solo da famiglie, ma anche da giovani coppie.

Insomma, la logica è: se vuoi, puoi andar lì solo per fruire delle bellezze del posto con la classica passeggiata, con plus di base come i parcheggi (in ampio numero), la pulizia e la sicurezza; se vuoi fare uno step in più, ci sono “cose belle da vedere” (in primis il Palazzo di Paolo e Francesca, che però, a dire il vero, potrebbe essere “fatto vivere” ai visitatori e potrebbe essere un driver di “vitalità territoriale” ancora maggiore) e posticini carini dove mangiare; in più, con cadenza periodica (sebbene con “picchi stagionali”) e logica sistemica gli eventi.

Soffermiamoci sugli eventi, che, come sappiamo, possono servire per segnalare il valore del territorio, con l’obiettivo di svelarlo a chi non lo conosce o lo conosce poco, fungendo da elemento di richiamo, oppure può rappresentare una componente dello stesso “sistema di prodotto territoriale“.

La differenza? Nel primo caso gli eventi possono essere anche un'”una tantum“, ma devono essere necessariamente spettacolari ed altisonanti, mentre nel secondo caso devono essere sistematici, fra loro coerenti e nel loro complesso coerenti rispetto al posizionamento della data località.

E’ questo il caso di Gradara, che in questo periodo ha come evento principe l'”Assedio al Castello” (una delle tante belle rievocazioni storiche che rendono magico il Centro Italia in estate), ma che quest’anno ha previsto anche una serie di date per il Cinema all’aperto, nei pressi del Castello, in una cornice scenografica particolarmente appealing.

Ma non si tratta solo della possibilità di vedere film gratis (in molti altri posti si fa), bensì di veri e propri momenti di intrattenimento culturale, visto che prima e dopo le proiezioni ai presenti vengono forniti dettagli sull’opera, sul suo stile, sull’approccio del registatutti elementi che arricchiscono un’esperienza altrimenti carina, ma non così differenziante.

Proprio per oggi hanno previsto la proiezione di Focaccia Blues” (di cui avevamo parlato), alla presenza appunto del regista, ma anche di una delegazione di produttori di “tipici” pugliesi (di Altamura, per la precisione), in una fusione di culture e stili locali che fa tanto “mediterraneo” (come concept) e che quindi non può non catturarci.

Il film a cui ho assistito io è stato invece Soul Kitchenuna pellicola decisamente piacevole, che mi ero perso al cinema.

Ma, al di là di questo, facciamo due conti: quella sera eravamo in due e abbiamo speso 4€ di parcheggio e 5€ in gelateria.

Uno potrebbe dire: beh, 9€, bella ricchezza… No, non è così, perchè la piacevolezza dell’esperienza vissuta ha rafforzato le percezioni di valore collegate alla località (già “quotata” nella mia mente per effetto di precedenti esperienze di visita), quindi la sua “equity“, e considerando che di questa serata ho parlato a un bel po’ di gente (on-line e off-line), direi che fra effetti diretti (i 9€) e indiretti (il resto, che non è poco…) quest’evento ha fatto la sua parte, a beneficio del territorio.

Sì, anche perchè terminata la proiezione del film, spinto dai momenti di vita piacevolissimamente trascorsi, ho fatto con particolare piacere un giro per le vie di questo piccolo borgo, scoprendo angoli e soprattutto localini che mi sono parsi ancora più intriganti.

Morale della favola: tornerò a breve per l’Assedio al Castello e sto già radunando allo scopo un po’ di amici. In quell’occasione o in un’altra, non mancherò di provare la cucina di uno di quei localini.

Sì, gli eventi sono una vera e propria linfa vitale per i Territori e – ripeto – spesso sono quelli apparentemente più discreti e più silenziosamente coerenti con la “trama naturale” del luogo considerato a pagare di più, soprattutto ragionando in un’ottica di non breve periodo.

Fulvio for Experyentya

(1) Fortezza F., D. Betti (2009), Comunicazione e brand equity: riflessioni a margine sul settore turistico, in Pencarelli T., Gregori G.L. (a cura di), “Comunicazione e branding delle destinazioni turistiche. Una prospettiva manageriale”, Franco Angeli, Milano.
(2) R. Resciniti (2004), Il Marketing orientato all’Esperienza, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli.