Netflix, il fitness e il metamercato del tempo libero.

Netflix non può rimanere ferma, avendo fatto della proattività il suo marchio di fabbrica, in tempi non sospetti.

Rimanere in movimento per rimanere in alto. E’ un po’ questo il concetto.

Il motivo è chiaro.

Siamo nell’era dell’iper-competizione fluida, per effetto della trasformazione digitale dei mercati e della dematerializzazione degli asset competitivi.

Un’era in cui nessuno è al riparo da attacchi competitivi. Attacchi sempre più repentini, trasversali e – spesso – imprevedibili.

Uno scenario in cui anche un player che ci ha visto lunghissimo come Netflix ha le sue belle gatte da pelare.

Certo, per carità, ci ha messo anche del suo.

Alcune scelte-chiave le ha clamorosamente sbagliate. Basti pensare al pasticcio sugli account condivisi e alla confusione su scelte di pricing e modello di business.

Qui Netflix avrebbe dovuto imparare da Spotify, decisamente.

Poi, però, c’è anche una concorrenza diretta sempre più agguerrita (le piattaforme di streaming oggi spuntano fuori come funghi…) e “ingombrante”, con alcuni top-player.

Due su tutti, l’onnipresente Amazon (soprattutto) e Disney, con il suo enorme patrimonio di marca.

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Attenzione
, però. Non siamo in un mercato con al centro il prezzo più basso.

Sì, certo, sulla percezione di costosità delle diverse offerte si può giocare, a colpi di promozioni in entrata, fidelizzazioni o modelli di business creativi. Assolutamente.

Tuttavia, il fronte più importante è – e sarà sempre più – quello dei contenuti.

Una responsabilità impellente per i player più forti del comparto, chiamati a essere sempre meno “intermediari” e sempre più produttori diretti e integrali di contenuti.

E come deve essere il catalogo, oggi?

A) Sufficientemente ampio, perchè ci vuole massa critica di contenuti, per permettere all’utente di trovare sempre quello che può piacergli.

B) Di qualità, perché non basta “poter trovare tutto”. Qui c’è chiaramente un trade-off fra ampiezza e qualità dei contenuti, con al centro costi e budget.

Attenzione: la tentazione di “riempire gli spazi” come prima cosa che conta è molto pericolosa.
Quante volte ci è capitato di scegliere un film fidandoci di Netflix o di Prime Video, per poi rimanere profondamente delusi?
La qualità del contenuto (con chicche ed esclusive di livello) sarà sempre più centrale.

C) User-friendly e “intelligente”, perché l’utente l’aspettativa del “buon consiglio, costruito attorno a lui” ce l’ha e anche qui non si può sbagliare.

D) Vario, con tutte le categorie “giuste” per riempire al meglio il tempo libero dell’utente, in casa, ma non necessariamente.

Proprio su questo ultimo punto si sta aprendo uno scenario tutto nuovo.

Già, perché ok i film (in tutte le salse e per tutti i gusti), ok show e serie Tv (che in molti casi diventano dei cult, dei tormentoni per gli utenti), ma il mondo dell’intrattenimento fluido non finisce qui.

Si pensi allo sport, che aggiunge un altro tassello importantissimo, in un’ottica “verticale”. Amazon, su questo, con le partite della Champions League, ha fatto di certo centro.

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Però, può esserci dell’altro ancora, posizionandosi sull’intrattenimento e sul tempo libero a 360 gradi.

Su questo è di certo interessante la strada imboccata da Netflix, con:

🔷 i Netflix Games, una piattaforma speciale che permette agli abbonati di giocare a videogiochi anche esclusivi, per lo più ispirati alle serie cult prodotte appunto da Netflix. Un ottimo modo per chiudere il cerchio, si potrebbe dire.

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🔷 I nuovi contenuti fitness, lanciati per ora in partnership con il “Nike Training Club”, l’ecosistema Nike pensato per supportare le esperienze di fitness dei propri clienti attuali e potenziali, a beneficio della marca.

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Una partita win win per Netflix e Nike, che dà birra a uno scenario interessantissimo, che con il Covid ha preso molto piede: allenarsi quando si vuole, dove si vuole, anche da soli.

Uno scenario decisamente convergente, che dà vita a un nuovo grande metamercato dell’intrattenimento fluido.

Uno scenario dove Netflix sul fitness (per ora con Nike, ma in futuro chissà) si trova a competere (in chiave diretta o indiretta) anche con tutta un’altra serie di soggetti, come:

➡️ Le tante palestre aperte h24 7/7, che stanno proliferando.

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➡️ Le tante app dedicate, “alla buddyfit“, per capirci, capaci di attrarre voracemente considerazione e investimenti.

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Attenzione, di questo metamercato possono far parte a pieno titolo anche i Technogym di turno.

Ne vedremo davvero delle belle.

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