La Cina alla conquista dell’Europa del calcio. Ma è solo un pallone che rotola?

Dopo aver assistito all’abdicazione di Silvio Berlusconi, ultimo baluardo di un modello divenuto ormai insostenibile nel calcio moderno, possiamo dire che il vento di rivoluzione che soffia da Oriente abbia oramai conquistato gran parte del calcio d’Europa.

Le idee del Governo cinese (vero regista di questo enorme scossone al Calcio europeo) sono chiare e iniziano a produrre i primi rilevanti effetti.

Dall’ingresso del Wanda Dalian Group nell’azionariato dell’Atletico Madrid (20% delle quote) a quello di China Media Capital nel City Football Group (società proprietaria del Manchester City), passando per Suning, divenuto, come tutti sanno, azionista di maggioranza (68,55%) dell’Inter, Desports (azionista al 100% del Granada), Rossoneri Lux (nuova proprietà del Milan, con il 99,93% delle quote), CEFC Energy (60% delle azioni dello Slavia Praga) e molti altri.

Sono, infatti, circa 20 i club europei che hanno ceduto parte delle azioni a investitori provenienti dalla Cina.

2- mappa club di proprietà cineseCi sono due grossi interrogativi che hanno accompagnato le trattative imbastite fino a qui per questi passaggi di consegne:
Perché la Cina ha deciso di investire così tanto nel Calcio?
E, soprattutto, perché proprio nel Calcio Europeo?

Le risposte possiamo ricavarle seguendo due strade: la prima riguarda direttamente il governo di Pechino, mentre la seconda parte dalle idee degli stessi investitori, quindi i ricchissimi imprenditori cinesi.

Aprendo il capitolo riguardante il progetto dello Stato, troviamo in pole-position nientemeno che Xi Jinping, Presidente della Repubblica Popolare  Cinese e grandissimo appassionato di calcio (e tifoso del Manchester United).

president-xi-jinping-kicks-a-football-during-a-u-k-visitDopo una figuraccia della Nazionale Cinese contro la Thailandia, egli ha deciso di dare una svolta al sistema-calcio cinese, iniziando una vera e propria rivoluzione, sfociata nella stesura di un Piano Ufficiale, che porta il calcio a diventare addirittura materia obbligatoria nelle scuole.

Si tratta di un piano trentennale che coinvolge le strutture (previste 50.000 nuove scuole calcio e 70.000 campi sportivi) e i settori giovanili (formazione di 50 milioni di giovani calciatori), con l’ambizione di organizzare e provare a vincere una Coppa del Mondo entro il 2050.

Per un progetto del genere servono tanti, tantissimi soldi e gli imprenditori della seconda economia mondiale hanno risposto “presente”. Anzi, hanno colto la palla al balzo, sfruttando il via libera governativo per sbarcare in Europa e ampliare il ventaglio dei propri business, imbastendo affari con aziende europee e cercando di conquistare i consumatori del vecchio Continente.

Caso eclatante, e che può chiarire gran parte del binomio calcio-economia nel progetto cinese, è quello dell’operazione che ha portato Suning Holdings Group all’acquisizione del 68,55% dell’Inter.
1- suningIl colosso orientale guidato da Zhang Jindong (evolutosi da rivenditore di condizionatori d’aria fino a diventare multinazionale da 1.330 negozi, 180.000 dipendenti e un fatturato di 40 miliardi) si è insediato nell’azionariato del club nerazzurro nel giugno del 2016 ed in pochissimo tempo ha lasciato la propria pesante impronta sul club meneghino, con il chiaro obiettivo di sfruttare sempre di più il brand Inter per incrementare il proprio giro d’affari.

Scendendo nel dettaglio, la partnership Inter-Suning ha permesso al gruppo guidato da Mr Zhang di stringere accordi con importanti aziende ed ampliare il numero di consumatori da poter raggiungere.

Un esempio è il piano commerciale in corso di svolgimento con TLC Corporation, multinazionale cinese (ma con già numerosi negozi aperti in Europa) specializzata nella produzione di televisori: verranno prodotte oltre 5 milioni di TV con il marchio Inter ed in cambio TLC vedrà aumentare la propria presenza nei negozi Suning.

Gli accordi di calciomercato tra Inter ed Atalanta (che hanno portato a San Siro il centrocampista Gagliardini) hanno permesso poi a Zhang di entrare in contatto con Antonio Percassi (azionista di Alitalia ed intermediario nell’apertura di Starbucks a Milano) per un rapporto con risvolti futuri che potrebbero rivelarsi remunerativi per entrambi.

COMO, ITALY - JANUARY 11: Roberto Gagliardini new player of FC Internazionale Milano at the club's training ground Suning Training Center on January 11, 2017 in Como, Italy. (Photo by Marco Luzzani - Inter/Inter via Getty Images)

COMO, ITALY – JANUARY 11: Roberto Gagliardini new player of FC Internazionale Milano at the club’s training ground Suning Training Center on January 11, 2017 in Como, Italy. (Photo by Marco Luzzani – Inter/Inter via Getty Images)

In marzo, infine, Jindong ha firmato un contratto con la Camera di Commercio Italiana per promuovere ed intensificare i rapporti d’affari tra Italia e Cina, aprendo nuove strade e opportunità commerciali tra i due Paesi, e ha poi stretto accordi con le prime 5 aziende italiane del food.

Suning, dunque, è la prova che il calcio può rivelarsi un investimento strategico per lo sviluppo di più ampie sinergie e ramificazioni.

Quindi, oltre al desiderio di Xi Jinping, come appassionato di calcio, di vedere la Cina tra le potenze del pallone, il Calcio è visto come un grimaldello per il consolidamento della Cina come super-potenza economica, che, sempre più, si vuole affacciare in chiave proattiva al di fuori dei propri confini nazionali.

Sapendo di non poter più essere, in prospettiva, la “fabbrica più conveniente al mondo”, la Cina getta quindi le basi per un presidio più sostenibile dell’arena competitiva internazionale, facendo leva sulle enormi disponibilità finanziarie di cui il sistema economico interno dispone e su quella forma di mercato “controllato” che rende tanto “peculiare” un emblema del Comunismo che fu…

Quindi, sembra solo una palla che rotola verso il goal, ma, in realtà, è molto di più… Del resto, parliamo di uno degli sport che, su tutti, è in grado di muovere le folle. E le folle portano con sé potere e business

I nostalgici del Calcio “d’altri tempi” hanno di che rammaricarsi…

E allora, W il Borgorosso, rosso rosso rosso!!!

Nicolò Guandalini (Laureato in Economia di UniFE, guanda-92@hotmail.it) x Experyentya

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