Logica reattiva o propositiva? Bene, applichiamo il Marketing all’Amore…

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Il buon Aristotele credeva che la metafora fosse la forma di espressione più efficace…

Dopo “qualche anno” sulle stesse posizioni ritroviamo il funambolico Steve Jobs, che ne fa il perno dei propri applauditissimi speech (1).

Ok, allora ci permettiamo anche noi di far ricorso a quest’artificio, per approndire i concetti del Marketing.

Come? Beh, scomodiamo niente di meno che l’AmoreSì, sacrilegio!!!

Lo faremo con tutte le “cautele del caso“, ma vedrete che l’accostamento risulterà suggestivo…

Del resto, dell’intreccio fra Amore, Business e Marketing abbiamo parlato in diverse occasioni:

  • qui, con un focus sull’evoluzione del business del dating online;
  • quiqui e qui in riferimento alle opportunità di business che l’Amore può determinare nella (pazzerella e variopinta) società postmoderna.

    Oggi, invece, inaugureremo una serie di post dove parleremo proprio di Love Marketing, ovvero di applicazione del Marketing all’Amore, come “pretesto” (è bene specificarlo) per chiarire concetti di base della disciplina.

    E’ un esperimento, vediamo cosa ne viene fuori…

    Un aspetto dove si può sicuramente cogliere la convergenza fra Marketing e Amore è la logica di approccio al mercato.

    Da questo punto di vista, vi sono sostanzialmente due opportunità:

a) logica reattiva: contraddistingue molte piccole imprese e consiste nell’aspettare che sia il cliente a bussare alla porta;
b) logica propositiva: tipica delle imprese più dinamiche e proattive (non necessariamente grandi), consiste nel ricercare attivamente sul mercato delle opportunità (in linea con le proprie scelte di segmentazione e di posizionamento) o addirittura cercare di crearle, “forzando le regole del gioco”.

Qual è la migliore?

Beh, come accade spesso, non esiste una risposta su tutte. Diciamo che dipende, che entrambe hanno dei “pro” e dei “contro“…

I “pro” della logica reattiva è che “non ci si sbatte più di tanto“, potendo così risparmiare tempo e risorse da dedicare ad altro, ad esempio all’evasione degli ordini che arrivano, facendo in modo che questa attività sia ottimale (efficace ed efficiente), ma con la pesante controindicazione che in una fase di contrazione complessiva del mercato gli ordini potrebbero non arrivare più o essere molto ridimensionati, a meno che l’azienda in questione possa contare su una clientela fidelizzata, non particolarmente toccata dalla Crisi.

Altro rischio di questa opzione strategica è di seguire le mutevoli o eccessivamente differenziate richieste della clientela, con il risultato di fare sì fatturato, ma magari di disperdere energie, di puntare su profili di clientela non sempre giusti (con possibile contrazione dei margini), di non riuscire a conquistare un posizionamento coerente, premiante, difendibile.

Per quanto riguarda la logica proattiva, questa richiede di certo una predisposizione interna dell’azienda (leadership e cultura aziendale), il giusto coinvolgimento ed una vision illuminata, capace di aprire anche, come si diceva, nuovi varchi di mercato. Qui bisogna avere una chiara idea di posizionamento da realizzare e si tende a puntare su target in linea con i propri skill.

Come dicevamo, logiche molto simili si possono ritrovare nel Love

Ecco 2 casi tipo.

Enrico ha 33 anni, è impiegato in banca, ha un carattere “morbido”. Gli piace stare in mezzo alla gente, ma è timido. Con le ragazze ha sempre avuto un buon successo, perché si presenta bene ed è gentile, ma sono state sempre loro a fare il primo passo. Lui si è sempre limitato a “giocarsela”, anche se bene. Dopo la fine del suo ultimo rapporto, però, non riesce più ad aprirsi come prima, tende ad uscire meno, i suoi migliori amici si sono “accasati”. La conseguenza è che non gli si creano più molte occasioni di contatto con nuove possibili partner e la sua logica (reattiva) di approccio al mercato lo sta mettendo in seria difficoltà.

Luca ha 28 anni, è agente di commercio ed ha un carattere solare. Ride e scherza un po’ con tutti, ma sa quando e come “fare selezione”. Nella sua vita ha conosciuto molte ragazze, ma non si è mai realmente innamorato. Va inseguendo qualcosa e lo sa, ma non rinuncia a vivere. Ora sta uscendo con Laura, una sua vicina di casa. Ci sta bene, ma sa che “non è lei” e questa consapevolezza matura giorno dopo giorno. Nella mente di Luca è già pronto il prossimo step: interrompere la relazione con Laura, mantenendo però con lei buoni rapporti (oramai sono anche amici e si vogliono bene), rilanciandosi sul mercato per individuare un target più in linea con le sue aspettative, fortemente convinto che da qualche parte “quella lei” ci sia.

A presto per nuove “puntate”…

Fulvio for Experyentya

(1) C. Gallo (2010), Essere Steve Jobs. La gente non sa come dirlo, lui sì, Sperling&Kupfer, Milano.